E’ stato riattivato, presso il Genio Civile di Agrigento, il tavolo interdipartimentale finalizzato alla ricognizione del sistema ipogeico che attraversa il sottosuolo della città dei templi.C4173F6D-9F34-4698-A366-4B3E43038352  Il tavolo, in virtù di apposito provvedimento del Dipartimento Regionale Tecnico, sarà coordinato dal Capo del Genio Civile di Agrigento, Rino La Mendola, e si comporrà dei rappresentanti del Commissario del Governo per l’emergenza idrogeologica, del Comune di Agrigento, del Corpo Regionale delle Miniere, della Curia Arcivescovile di Agrigento, dei Dipartimenti Regionali della Protezione Civile e dell’Ambiente, del Libero Consorzio dei Comuni della Provincia, del Parco della Valle dei Templi e della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento.

Entro la prima decade di maggio, insedieremo il tavolo presso l’Ufficio del Genio Civile, afferma La Mendola,riprendendo il lavoro già avviato nel 2010 e poi successivamente interrotto. In occasione dell’insediamento,registreremo le attività già avviate dal Comune e dallo stesso Genio Civile, valuteremo i percorsi per il reperimento delle risorse necessarie e concorderemo, con i componenti del tavolo, un cronoprogramma per georeferenziare tutti gli imbocchi degli ipogei, avviare il rilievo del sottosuolo della città dei templi ed individuare le zone  che manifestano segni di dissesto e che sono pertanto da consolidare. Dopo la conclusione di dette attività, verranno redatti i progetti  ed individuate le risorse necessarie per  eseguire i lavori”.

L’obiettivo finale, continua il Capo del Genio Civile, è dunque quello di mettere in sicurezza le costruzioni che sorgono sulle cavità del sottosuolo Agrigentino e di riaprire, almeno per alcuni tratti, gli stessi ipogei ai turisti, trasformando così un problema in una nuova risorsa che, unitamente ai tanti lavori che si realizzeranno presto per riqualificare gli spazi pubblici della città antica, potrebbero attrarre i tanti turisti di transito che oggi  visitano la valle e ripartono, che verrebbero così trasformati in turisti stanziali, portatori di interessi economici diffusi, fondamentali per l’economia agrigentina”.

Informazioni utili sugli ipogei:

Gli ipogei agrigentini  sono dei cunicoli  sotto l’antica Akragas, scavati, secondo Diodoro Siculo, dagli schiavi cartaginesi catturati dagli Acragantini dopo la battaglia di Imera del 480 A.C., per raccogliere le acque piovane filtrate in profondità e per creare quindi una rete idrica sotterranea che potesse soddisfare le necessità della città. Nel tempo tali ipogei, il cui sviluppo altimetricamente segue il contatto tra il letto delle calcareniti superficiali ed il tetto della prima  intercalazione argillosa, hanno assunto la funzione di raccogliere  le acque  meteoriche filtrate in profondità  (acque sotterranee), convogliandole verso valle. Ciò, di fatto,  riduceva notevolmente la quantità di acqua  che permeava in profondità sino a raggiungere le argille di base, minimizzando i fenomeni  di plasticizzazione di suddette argille  e scongiurando conseguentemente i rischi di scivolamento a valle del  superiore banco di calcarenite su cui sorge  il centro storico.

Gran parte di suddetti  ipogei  sono stati purtroppo manomessi e addirittura interrotti, negli anni ‘60,  durante la costruzione di una serie di palazzine ai margini del centro storico. A causa di ciò, oggi  la rete idrografica sotterranea, non solo non  riesce a drenare le acque meteoriche filtrate nelle calcarenitiverso valle, ma determinano ulteriori rischi per il progressivo crollo delle volte degli stessi cunicoli  che si avvicinano sempre più alla superficie, con il rischio di procurare il cedimento dei terreni di fondazione degli edifici  sovrastanti.

Oggi ,  è  certamente difficile, se non impossibile, il ripristino della rete di drenaggio sotterranea, che sarebbe indispensabile per  alleggerire il versante su cui sorge  gran parte della città antica, ma è ancora possibile il consolidamento dei tratti della rete ipogeica, che manifestano segni di instabilità, rischiando di compromettere la stabilità delle costruzioni soprastanti, così come è possibile  aprire alcuni tratti della rete sotterranea ai turisti.  Per questo motivo, l’Ufficio del Genio Civile ha proposto al Dipartimento Tecnico la riattivazione del tavolo, che si insedierà entro la prima decade del mese di maggio.

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