I politici rappresentano il popolo, bene! La gente vuole definitivamente cancellare i vitalizi e allora è paradossale che i politici siciliani si ostinino a volerli mantenere.

“Un altro primato per la Sicilia. Ma, purtroppo, è ancora una volta un primato negativo, di cui avremmo fatto volentieri a meno e di cui Musumeci e Miccichè  devono solo vergognarsi e chiedere  scusa ai siciliani”. Lo afferma il deputato M5S  all’Ars Giancarlo Cancelleri, commentando le dichiarazioni a mezzo stampa  del ministro Fraccaro, secondo cui  sono solo due le Regioni in Italia che danno chiari segnali di non voler tagliare  l’odioso privilegio dei vitalizi degli ex deputati e consiglieri regionali.

“Tutte le Regioni – afferma Cancelleri  – si stanno adoperando per  il taglio.  Solo da noi e in Trentino questo non avviene. Non per nulla Trentino e Sicilia al recente tavolo col governo non avevano fornito i dati sui vitalizi. La Sicilia addirittura non si era presentata. Non è un caso che dove governa il centro destra ci sono solo spreco e privilegi”.

“L’istituzione all’Ars di una commissione ad hoc per i vitalizi – prosegue Cancelleri –   come sottolinea lo stesso Fraccaro, serve solo per prendere tempo e, aggiungo io,  a  rinviare la questione a dopo le elezioni europee. Ma i siciliani non sono stupidi. Hanno capito e sapranno ripagare  i partiti come meritano”.

“Miccichè  – aggiunge Cancelleri – non si lamenti poi delle trasmissioni di Giletti. Anche a me dispiace  tantissimo sentire parlare male della Sicilia. ma, onestamente, è difficile che ciò non avvenga se poi forniamo fantastici assist del genere”.

“Sono anni – conclude Cancelleri – che spingiamo per il ricalcolo dei vitalizi in Sicilia. Potevamo essere i primi a tagliare e, per assurdo,  dovremo dire grazie se arriveremo solo ultimi. Per salvaguardare questo insopportabile  privilegio dal sapore medievale, che ci costa 18 milioni l’anno, Musumeci e Miccichè rischiano di far pagare ai cittadini un costo enorme. La Legge di stabilità nazionale infatti prevede il taglio del 20 per cento dei trasferimenti statali alle regioni che non ricalcolano i vitalizi e questo 20 per cento per la Sicilia equivarrebbe a circa 70 milioni di euro in meno, con la conseguente e inevitabile riduzione o cancellazione di servizi essenziali per la popolazione”.

 

sop