“Sono completamente estraneo ai fatti che apprendo dai mass media stamane e lontano per cultura e agire quotidiano (privato e pubblico) ad ambienti e contatti mafiosi”.

Con il deputato regionale Carmelo Pullara ci siamo sentiti telefonicamente di buon mattino, per commentare il successo dell’Operazione “Assedio” che è avvenuta a Licata, la sua città. Vi racconto i particolari perché sono interessanti nel dare altro significato alla successiva nota stampa del deputato che adesso riprenderemo in alcune parti. Ad un certo punto della telefonata, Pullara mi ha chiesto se io fossi a conoscenza del nome del deputato regionale che alcuni giornali davano, nelle prime ore del mattino, per, in qualche modo, coinvolto nell’operazione “Assedio”. Abbiamo cercato ed ipotizzato un nesso tra l’arrestato consigliere comunale, Giuseppe Scozzari e qualche vertice della politica regionale. Carmelo Pullara mi dice, a tal proposito, che la lista nella quale Scozzari si era candidato sosteneva il sindaco Giuseppe Galanti, dopo qualche mese ha abbandonato la maggioranza confluendo nel gruppo misto. Mi dice ancora che non è stato mai vicino alle sue posizioni e durante le regionali, sosteneva altri, preferendoli al candidato locale.

Pochi minuti è venuto fuori che il deputato citato da alcuni giornali era proprio lui. Ho registrato in diretta la sua amarezza e la sua determinazione a prendere immediatamente le distanze con il maledetto mondo della mafia che “non mi è mai – mi dice – appartenuto e che è lontano anni luce dal mio modo di essere cittadino rispettoso della legalità. Occhipinti neppure lo conosco”.

Parole, immaginate il suo stato d’animo, dette nell’immediato della notizia alle quali è seguita la nota stampa.

“Apprendo dalla stampa – scrive Carmelo Pullara – quanto accaduto in merito al blitz dei Carabinieri avvenuto stanotte a Licata e Campobello di Licata. Nel ribadire, come ho sempre fatto, la piena e totale fiducia nella Magistratura, mi dispiaccio del tritacarne mediatico attivato nei miei confronti, completamente estraneo ai fatti che apprendo dai mass media stamane e lontano per cultura e agire quotidiano (privato e pubblico) ad ambienti e contatti mafiosi.
Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia, ne’ comunicazione alcuna da parte degli organi preposti alle indagini: leggo dalla stampa che si farebbe il mio nome in una intercettazione ove tale Occhipinti asserirebbe che il sottoscritto è a disposizione di questo o quel soggetto che non conosco ne’ ho mai incontrato”.

E Pullara alla affermazioni fa seguire l’autosospensione dalla Commissione Antimafia dell’Ars.
“Proprio per il rispetto massimo che ho per le istituzioni – continua – mi sospendo immediatamente dalla Commissione Antimafia della quale faccio parte in ARS, rammaricandomi ancora una volta della gratuità della pressa mediatica nella quale un uomo come me deve ritrovarsi senza accusa alcuna e senza condanna alcuna. Una gogna alla quale viene esposto (e non è la prima volta) un politico come me, che ha sempre servito le istituzioni pubbliche, da burocrate e da politico, con impegno e serietà costruendo un’immagine positiva e a tutt’oggi in crescita. Quindi mi metto a completa disposizione della Magistratura, come ho sempre fatto, qualora fosse necessario dare qualsiasi apporto da parte del sottoscritto”.

La Magistratura farà il suo corso, intanto, ha affermato la forte presenza dello Stato, in diverse operazioni di successo, nella Provincia di Agrigento.

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