Spesi i fondi Anas per la manutenzione delle strade, per i prossimi anni il Comune di Favara non avrà la disponibilità di un centesimo di euro per le riparazioni di manto stradale, proprio per questo motivo il lavoro deve essere fatto nel migliore dei modi.

Perché lo diciamo? Intanto, perché siamo stanchi di vivere in una città invivibile dove il paradosso è normalità. Un esempio, l’amministrazione comunale non ha soldi, eppure una buca in Via Italia, che non rientra nei fondi Anas, è stata riparata almeno quattro volte e a giorni avrà bisogno del quinto intervento. Sempre nella stessa via è stato adoperato un calcestruzzo che non deve aspettare le piogge per andarsene, ché basta e avanza il vento per portarselo.

Vogliamo vivere in una città normale, dove ognuno abbia rispetto del proprio ruolo, dal cittadino al dipendente comunale fino ad arrivare all’opposizione e alla maggioranza consiliare e all’amministrazione comunale.

Piazza Lando Conti rientra nelle manutenzioni con fondi Anas. Il manto stradale è stato ammalorato dalle radici degli alberi ed è chiaro che bisogna intervenire sulla causa principale prima di asfaltare il luogo. Viceversa nel giro di pochi mesi il problema si ripresenterà.

A questo punto, qualche ben pensante sosterrà che il giornalista rompe i cabasini. Per quanto mi riguarda e relativamente alla questione sono ben lieto di romperli adesso, prima che il temuto danno si verifichi. Ma c’è di più. Sono gli stessi cittadini che sollevano i problemi e non trovano orecchie per ascoltarli. A chi raccontano le loro perplessità? Al momento, Favara non ha neppure un assessore ai lavori pubblici e non è solo questo il problema.

E allora non trovando un confronto dentro il palazzo comunale, i favaresi si affidano alla stampa. Ci raggiungono e ci offrono tutto il materiale per scrivere l’articolo, foto comprese.

Al momento, la preoccupazione dei lettori è sulla manutenzione stradale, che si auspicano eseguita nel migliore dei modi con costanti e mirati controlli.

Noi ne abbiamo parlato, sicuri, anzi, sicurissimi che tra qualche mese non dovremo scrivere notizie di avvallamenti, di asfalto consumato, di radici degli alberi che rispuntano nel giro di pochi giorni. Sicuri e sicurissimi che il lavoro sarà fatto a regola d’arte, anche perché, dicevamo, spesi i fondi Anas non ci saranno altri mirati finanziamenti per anni. Il tempo delle vacche grasse è finito, ce ne dobbiamo fare una ragione e vivere al meglio l’attuale periodo delle vacche magre.