Per riprendere le estumulazioni straordinarie delle salme decedute da oltre cinquant’anni e comunque con contratto di concessione loculo scaduto, tumulate nelle sezioni dalla n. 53 alla n. 64 nel Cimitero di Piana Traversa a Favara,  non si può procedere “in ottemperanza all’ordinanza sindacale n. 66 del 4 maggio 2018” in quanto detta ordinanza è scaduta, non è più vigente.

Ce lo hanno fatto notare in diversi. Non tanto perché le estumulazioni non si possono fare, i contratti sono scaduti ed il Regolamento comunale  prevede l’estumulazione, ma per il fatto che il modus operandi non è “a norma”. A richiamare l’Ordinanza “scaduta” è un manifesto, lo stesso usato lo scorso anno ma “modificato” a mano, fatto affiggere qualche giorno fa sul tronco di un albero all’ingresso del Cimitero di Piana Traversa di Favara, il quale informa  che “in ottemperanza all’ordinanza sindacale n. 66 del  4 maggio 2018 si procederà a far data dal 09/09/2019 e fino al 30/09/2019 all’estumulazione delle salme……”.

In detta Ordinanza la Sindaca Anna Alba in maniera perentoria ORDINA a far data dal 04/06/2018 e fino al 30/09/2018 l’estumulazione delle salme……” . Quindi un periodo temporale ben definito “dal…al…” non prima e non dopo, semplice. La stessa Ordinanza detta delle norme da seguire per effettuate le estumulazioni che servono per rendere liberi e subito disponibili circa 500 loculi; lavori da eseguire in accordo con le Autorità sanitarie secondo un programma preventivamente concordato.

“L’Ordinanza ha una validità temporale, come disposto dalla sindaca che la emana – ci dice l’avvocato Leonardo Cusumano –  dal 04/06/2018 e fino al 30/09/2018, per cui ritengo che non poteva essere riproposta così “sic et simpliciter” per procedere alle estumulazioni ad un anno di distanza, come indica il manifesto “geneticamente modificato”  per l’estumulazione le salme dal 09/09/2019 al 30/09/2019”.

Certamente c’è la necessità e l’urgenza di avere loculi liberi per  tumulare le salme, in attesa nei depositi cimiteriali ce ne sono più di 10, ma è giusto che si faccia seguendo le normative, i regolamenti, le ordinanze “regolamentari”. Anche perché l’Ordinanza n. 66/2018 era stata emessa perché c’era la necessità e l’urgenza di avere loculi disponibili subito, ma un anno fa. I lavori di estumulazione furono fatti solo per pochissime salme, poi tutto fu bloccato, non per mancanza di salme da estumulare ma, pare, perché non c’erano soldi nel capitolo e non si è proceduto, come fatto per altri capitoli, ad impinguarlo. Per cui stop ai lavori con la conseguenza che i loculi liberati ben presto sono stati, purtroppo, occupati. Per fortuna a tamponare l’emergenza ed a contribuire a liberare i loculi c’è stato lo spostamento di diverse salme, oltre un centinaio, dai vecchi loculi alle cappelle gentilizie che man mano il project financing andava completando.

Ma adesso si è arrivati con le spalle al muro, o meglio senza loculi, per cui crediamo che il primo atto “d’istinto” fatto dall’assessore Amodeo Nicotra, che si ricordava di quell’Ordinanza emanata quando lui era assessore è stato quello di rispolverarla e di far riaffiggere subito il vecchio manifesto e procedere con le nuove estumulazioni.

Tutto finalizzato ad aggredire l’emergenza e a dare subito disponibilità di loculi per le tumulazioni, per carità, tranne il fatto che nessuno ha pensato che l’Ordinanza n. 66 del 4 maggio 2018 è scaduta, non è più vigente. Abbiamo cercato “conforto” per vedere se le nostre perplessità e quelle dell’avvocato Leonardo Cusumano erano fondate, interpellando ex amministratori, funzionari, dirigenti  sulla validità di una ordinanza. Tutti ci hanno detto che essendo “dal…. al….” ha validità solo per quel periodo e non può essere certo “validata” cambiando la data al manifesto che la pubblicizza. Ripetiamo che il Regolamento prevede la estumulazione a contratto scaduto ma l’ordinanza, quella si, non può essere “scaduta”.