venerdì, 13 Marzo 2026
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    Processo Montagna, la Cassazione conferma le sentenze della Corte di appello di Palermo per Vella Giuseppe e Maglio Calogero

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    CMC il suo legale rappresentante, Cipolla Giovanni Pietro, portatore di sani valori; non si è tirato indietro dal denunziare i malfattori. Esempio di onesta imprenditoria, di leale concorrenza. Il pizzo non porta un giusto mercato; ne altera i prezzi, riverberandosi sull’utente finale…il cittadino.

    La cassazione conferma le sentenze rese dal Corte di appello di Palermo per Vella Giuseppe e Maglio Calogero, condannando alla refusione delle spese della costituita parte civile CMC di Cipolla Giovanni Pietro. Anche la CMC subì una tentata estorsione dal sodale mafioso, tentando una “messa a posto” circa la combina della spartizione di alcune forniture di calcestruzzo per alcuni cantieri nell’agrigentino, dove la mafia della Montagna, ricostituitasi in sodale criminale cercava di mettere le proprie mani, estorcendo le imprese della zona.

    Cipolla Giovanni Pietro quale legale rappresentante della CMC denunziò il tentativo estorsivo aggravato dal metodo mafioso. La Cassazione decidendo definitivamente col rigetto chiude una pagina triste della storia della nostra provincia caratterizzata per circa un decennio di estorsioni e combine mafiose. La CMC era costituita parte civile e rappresentata dall’ avv. Raimondo Cipolla

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