La reliquia del Giudice Livatino (ucciso dalla mafia il 21 Settembre 1990) ha fatto tappa anche a Raffadali, dove per l’occasione si è svolto un convegno sulla figura del Beato.
Tenuto nell’aula consiliare “Franco La Porta” del Municipio di Raffadali, il convegno è stato presieduto e coordinato dal presidente del consiglio comunale, Santino Farruggia, ed è stato introdotto dai saluti del sindaco Silvio Cuffaro.
Sono intervenuti il presidente dell’ordine degli avvocati di Agrigento, Vincenza Gaziano, l’avvocato Giovanni Tesè, compagno di scuola ed amico del giudice scomparso, e i magistrati del Tribunale di Agrigento, originari di Raffadali, sostituti procuratori Elenia Manno e Claudia Ragusa.
Ha concluso i lavori l’arciprete, don Stefano Casà.

Numeroso il pubblico che ha seguito i lavori, durante i quali ci sono stati momenti di sincera commozione, specialmente quando Giovanni Tesè, compagno di liceo di Rosario Livatino, ha ricordato la relazione tenuta il 7 aprile 1984 dal giudice canicattinese su “Il ruolo del giudice nella società che cambia” e si è soffermato sul fatto che Rosario Livatino ritesse che il giudice credente debba attenersi non solo ai principi della giustizia codificata ma anche a quelli della carità cristiana.
Una curiosità riportata da Giovanni Tesè, nel corso del suo intervento:
Rosario Livatino nel 1979, dopo la laurea in giurisprudenza, si iscrisse in medicina e chirurgia, dove studiò per ben tre anni, ma poi abbandonò per iscriversi e laurearsi in scienze politiche.
Durante la “peregrinatio della reliquia del beato Rosario Livatino a Raffadali si è svolta anche una processione fino alla chiesa San Giacinto Giordano Ansalone, dove mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento, ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica.
La reliquia è stata in visita anche nelle scuole cittadine.











