Sembra che adesso il sindaco Antonio Palumbo abbia imboccato la strada giusta in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.
Certo è un po’ tardi, se pensiamo che sta adoperandosi a distanza di quasi due anni dalla sua elezione. E forse anche perché costretto dalle sanzioni circa 90mila euro comminate a seguito di controllo ispettivo, effettuato lo scorso 27 aprile negli uffici comunali di Via Beneficenza Mendola, da parte dei Carabinieri della Tenenza di Favara e dai Tecnici della Prevenzione dell’Asp di Agrigento.
Assurdo, ma vero: al Comune di Favara non esiste l’indispensabile D.V.R. (Documento di Valutazione dei Rischi) per i luoghi di lavoro; manca ogni elemento di informazione-formazione rivolta ai dipendenti comunali; non esiste la designazione del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione); non è stato nominato il cosiddetto medico competente e, di conseguenza, non viene effettuata la sorveglianza sanitaria relativamente ai dipendenti comunali.
Questo per quanto riguarda gli adempimenti prioritari e fondamentali. Ma da quel controllo ispettivo sono emerse numerose altre violazioni.
Alla notizia della sanzione di 90mila euro, il sindaco ha reagito scaricando la responsabilità di datore di lavoro di cui all’art. 64 del decreto legislativo n.81/2008 in capo a tutti i responsabili delle varie aree alle quali sono collegati i servizi comunali, ciascuno per la sua area.
Ma la misura si è rivelata fallimentare, se si considera che da allora (9 giugno) ad ora quasi nulla è stato fatto. E a buona ragione. Se tutti i responsabili d’area sono datori di lavoro, chi di loro deve designare il medico competente addetto alla sorveglianza sanitaria? E chi deve nominare il responsabile del servizio comunale di prevenzione e protezione? E, se la redazione del Documento Valutazione Rischi dovesse essere affidato all’esterno, chi tra i responsabili d’area ci dovrebbe pensare alle procedure d’incarico?
Sono solo alcuni dei dubbi che sicuramente avranno preoccupato i responsabili d’area, alcuni dei quali addirittura hanno richiesto formalmente di essere rimossi dall’investitura.
Adesso, è venuto il momento della verità: il sindaco ha revocato la precedente determina che ripartiva in capo a tutti i responsabili d’area le responsabilità del datore di lavoro, come figura istituzionalizzata dal decreto legislativo n.81/2008; ed ha assegnato l’incarico ad un solo responsabile, quello dell’area IV, pertinente i rami “lavori pubblici, ambiente e suap”.
Una curiosità: il sindaco Antonio Palumbo, nel nominare con proprio atto il datore di lavoro, lo identifica con il responsabile dell’area riguardante i lavori pubblici, l’ambiente e il SUAP; tuttavia, non indica il suo nome e cognome.
Andando a vedere chi è il responsabile di quell’area, si scopre, meglio, si scoprirebbe che il non citato datore di lavoro del comune di Favara potrebbe essere l’architetto Calì di Grotte.












