Incredibile, ma vero.
Un debito del Consorzio di Bonifica 3 di Agrigento, contratto a seguito di una controversia con una ditta privata, è stato liquidato, utilizzando i fondi destinati al pagamento degli stipendi dei lavoratori.
L’annuncio è stato dato durante la riunione di ieri, 21 maggio, nei locali della sede a Palermo, dove l’amministrazione ha ufficialmente comunicato questa operazione dell’ Assessorato regionale dell’Agricoltura ha fatto questa scelta, suscitando un’onda di incredulità e indignazione tra i lavoratori.
Quattro mensilità da pagare
“Non ci resta che piangere, ma questa volta è la realtà, non una commedia”- scrivono adesso in un comunicato congiunto Franco Colletti della FLAI CGIL, Giovanni Giarrizzo della FAI CISL e Leonardo Mulè della FILBI UIL.
Diventano, infatti, ben quattro le mensilità non ricevuto dai lavoratori che accumulano un arretrato consistente e destinato ad aumentare.
Denunziano pertanto i sindacati: “I lavoratori si trovano in una situazione di grave incertezza economica, con uno stipendio che non arriva da mesi e con una parte delle risorse a loro destinate che è stata, di fatto, dirottata per sanare una situazione debitoria”.
La crisi idrica
Ciò accade mentre la Sicilia e, in particolare, la provincia di Agrigento si trova a fronteggiare una delle crisi idriche più gravi degli ultimi anni.
“Le risorse idriche scarseggiano e la stagione irrigua del 2025 rischia di essere compromessa, con pesanti ripercussioni sul comparto agricolo siciliano. La difficoltà nell’approvvigionamento di acqua sta già mettendo in ginocchio intere colture, con una drammatica riduzione della disponibilità per i terreni agricoli, che sono il cuore dell’economia dell’isola”- stigmatizzano, ancora, i sindacati.
“Così, le due problematiche – l’arretrato stipendiale e la scarsità d’acqua – si intrecciano, e mettono a rischio non solo l’agricoltura, ma anche la stessa sopravvivenza delle famiglie che dipendono da questo settore” – sottolineano Colletti, Giarrizzo e Mulè.
Il possibile blocco delle attività
“In risposta a questa grave situazione, i lavoratori del Consorzio di Bonifica 3 Agrigento hanno convocato un’assemblea generale per martedì 27 maggio, durante la quale si discuterà delle azioni da intraprendere” -continuano i rappresentanti sindacali.
Ed è “molto probabile che, a causa del persistente mancato pagamento degli stipendi e della totale assenza di risposte concrete dalle istituzioni, i lavoratori decidano di bloccare l’attività lavorativa oltre il regolare orario di servizio”.
Se davvero i lavoratori dovessero scegliere il blocco delle attività, le oltre 14.000 aziende agricole della provincia di Agrigento (che si avvalgono dei servizi essenziali forniti dal Consorzio di Bonifica di Agrigento) avrebbero serie difficoltà e si creerebbero ulteriori forti disagi per il comparto agricolo che è già in crisi profonda.
La richiesta di intervento a Schifani
Pertanto, per il tramite dei sindacati, “i lavoratori del Consorzio di Bonifica 3 Agrigento rivolgono un appello ufficiale al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, affinché intervenga con urgenza per porre fine a questa drammatica situazione”.
Secondo la FLAI CGIL, la FAI CISL e la FILBI UIL, “solo con un intervento diretto e tempestivo sarà possibile evitare il collasso di un intero settore e restituire fiducia a chi, ogni giorno, lavora per il bene della Sicilia”.











