mercoledì, 14 Gennaio 2026
Altro
    HomeComuniFavara, la capacità di incassare i tributi dai propri cittadini è il...

    Favara, la capacità di incassare i tributi dai propri cittadini è il banco di prova di ogni amministrazione 

    -

    “Se la Corte dei Conti sapesse…”

    Avv. Leonardo Cusumano 

    La capacità di un ente locale di incassare i i tributi dai propri cittadini è il banco di prova di ogni amministrazione politica, quanto meno di quelle che, comprendendone i meccanismi, ne intendono assicurare una corretta e virtuosa gestione economico finanziaria.

    Affinché possa essere compreso ai più, basti dire che se un cittadino non paga un anno di Tari, entro i 5 successivi, il Comune deve inviare un preciso documento, l’avviso di accertamento, con cui chiede il versamento del tributo, sanzione e interessi.
    È quanto stabilito dal comma 161 dell’art. 1 della Legge n. 269/2006.

    Se quel cittadino non provvede al pagamento, l’ufficio competente forma il c.d. ruolo, che contiene l’avviso di cui sopra e la prova della notifica, lo dichiara esecutivo e lo comunica all’Agenzia delle Entrate – Riscossione che provvede a inviare la cartella di pagamento e, successivamente, a promuovere fermi di autoveicoli e pignoramenti di conti correnti, pensioni e similari, ai sensi dell’art. 49, comma 1, del D.P.R. 602/1973.

    Invero, esisterebbe una via più celere, di tal ché l’art. 29 del D.L. 31/5/2010, n.78, prevede una particolare procedura di riscossione che prescinde del tutto dall’iscrizione a ruolo e dalla cartella di pagamento, basata su un avviso di accertamento immediatamente esecutivo.

    Non è dato sapere perché al Comune di Favara non è pratica utilizzata.

    Ad ogni modo, se non si rispetta pedissequamente la sequenza sopra descritta, la possibilità per il Comune di recuperare quel credito è irrimediabilmente compromessa, perché anche un addetto ai lavori alle prime armi eccepirebbe che manca il presupposto previsto dalla legge per potere aggredire i beni dei cittadini debitori, come confermano, peraltro, recenti sentenze della Corte di Giustizia tributaria di Agrigento e del Tribunale di Agrigento, quale Giudice dell’esecuzione.

    Ed è quanto accaduto a seguito delle scelte dell’amministrazione in carica.
    Con il “Piano provvisorio della perfonmance 2021/2023”, approvato con deliberazione di giunta comunale n. 74 del 17.11.2021, si indicava, tra gli obiettivi strategici assegnati alla P.O. Area tributi, l’iscrizione a ruolo di semplici avvisi di messa in mora Tari, ovvero meri solleciti di pagamento, per gli anni 2014, 2015 e 2016, con il “Piano provvisorio della perfonmance 2022/2024”, approvato con deliberazione di giunta comunale n. 85 del 7.10.2022, si indicava, tra gli obiettivi strategici assegnati alla P.O. Area tributi, l’iscrizione a ruolo degli avvisi di messa in mora Tari per gli anni 2016 e 2017, mentre con il Piano provvisorio della perfonmance 2024/2026”, si indicava, tra gli obiettivi strategici assegnati alla P.O. Area tributi, l’iscrizione a ruolo di semplici solleciti di pagamento Tari per l’anno 2019.
    Essendo notoria la cronica difficoltà del Comune di Favara di incassare la tassa sui rifiuti e l’elevata percentuale di evasione, si potrebbe ipotizzare che il credito non più esigibile sia di diversi milioni di euro, con buona pace del risanamento finanziario.

    Articoli correlati

    Ultimi articoli