Era incustodito da tempo: le erbacce e sterpaglie prosperavano liberamente. Sino all’incendio che ha divorato alcune piante (anche secolari) e ha lambito il caseggiato del potabilizzatore.
Il post sui social
Dell’avvenuto incendio da oggi notizia Rino Gallo, ex consigliere comunale, nel suo profilo facebook, documentando fotograficamente il post-incendio.
L’ex consigliere lamenta come alcuni esponenti dell’amministrazione comunale ieri pubblicizzassero ampiamente sui social di aver piantumato degli ulivi nel boschetto di via Matteotti, mentre però l’incuria provocava l’incendio di “meravigliose piante in contrada Luchicello”.
Quando l’impianto di Luchicello era ancora custodito, gli agricoltori, gli allevatori (e persino i vigili del fuoco) si servivano dell’acqua per i bisogni dell’agricoltura e degli allevamenti (oltre che per domare gli incendi nel territorio comunale a cura dei vigili del fuoco). Ma attorno a quella che una volta veniva chiamata la “casa dell’acqua” -dice Rino Gallo– “oggi assistiamo a questo scempio”.
Quando l’impianto funzionava
L’acqua potabilizzata grazie all’impianto di Luchicello, un bel pò anni fa, veniva immessa nella rete idrica comunale e serviva a scongiurare la crisi idrica.
Poi, non è stata più immessa in rete, tanto che il mancato utilizzo e l’usura del tempo hanno seriamente danneggiato (forse irrecuperabilmente) il potabilizzatore e la relativa conduttura.
Ma c’è stato un lungo successivo periodo in cui l’acqua della sorgente di Luchicello -seppur non più immessa in rete- soddisfaceva comunque le esigenze degli agricoltori e soprattutto degli allevatori che andavano a prelevarla con mezzi propri e norma di regolamento comunale.
Lo stato d’abbandono
Oggi, è tutto abbandonato, purtroppo.
Le foto che pubblichiamo a seguire sono quelle tratte dal profilo facebook dell’ex consigliere Rino Gallo e documentano quello che lo stesso ex consigliere definisce “scempio”.
In definitiva, comunque, ’incendio divampato è la testimonianza dell’incuria di quei luoghi nei quali un tempo erano riposte le speranze della comunità narese per debellare la crisi idrica.














