venerdì, 13 Febbraio 2026
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    Affissione selvaggia, Antonio Palumbo: qualcosa la voglio dire pure io

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    Vi riproponiamo un articolo di SiciliaOnPress del 4 febbraio 2021 quando, per fortuna della Favara del tempo, Palumbo non era ancora sindaco ma oppositore. 

    Negli ultimi anni, grazie alle pressioni dell’opinione pubblica informata dalla stampa e dalla piu comoda pubblicità sui social, l’affissione selvaggia è diminuita.

    Ma ecco l’articolo di quattro anni fa e la dichiarazione di Palumbo.

    Sul particolare fenomeno dello sfregio alla città causato dall’affissione ndo cojo, cojo ce ne siamo occupati in diverse occasioni con il risultato di avere spinto l’amministrazione comunale ad un incontro programmato per giovedì prossimo alle ore 11 nella sala consiliare con i titolari delle agenzie funebri, delle tipografie e di affissioni.

     

    Un incontro difficile da decifrare quando le regole ci sono da anni e occorre solo farle rispettare. Hanno deciso così e aspetteremo il risultato della loro scelta.

     

    Intanto, Antonio Palumbo segretario provinciale di Rifondazione ed ex consigliere comunale di Favara, ha qualcosa da dire sull’argomento.

     

    “Questa amministrazione – dice Palumbo il 4 febbraio 2021 – è colpevole di aver ucciso un settore importante per le casse comunali, riuscendo nel contempo a rendere la nostra città più sporca e degradata che mai. Il servizio di pubbliche affissioni rendeva al comune di Favara qualcosa come 200milioni di lire. L’attuale amministrazione ha rinunciato per incapacità, per scelta o peggio ancora per altro, a tutta la pubblicità indiretta, che rendeva migliaia di euro al comune, con la scelta di rimuovere tutti i cartelloni affidati a terzi. Vero è che la maggior parte erano abusivi, ma cosa ha fatto l’amministrazione dopo questa rimozione? Perché il settore non è stato riattivato nel rispetto della legge e delle regole? Vorrei ricordare agli attuali inquilini del palazzo comunale che avevo predisposto, insieme ad un dirigente e un dipendente, un regolamento dettagliato, con il numero di cartelloni, con la dislocazione sul territorio e con un regolamento per l’affidamento. Tale regolamento era stato messo a disposizione dell’attuale amministrazione e consiglio comunale. Niente come tutto il resto del lavoro fatto dagli altri, o dilapidato con modifiche strumentali (vedi regolamento NCC) o dimenticato nel nulla”.

    Intanto, l’attuale Consiglio comunale, ieri come oggi, non si accorge minimamente della problematica.

    Lasciamo invece ai lettori la valutazione sui facili proclami e su ciò che ha fatto Palumbo in oltre tre anni di residenza nel palazzo di Piazza Cavour.

     

     

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