Abbiamo voluto attendere un giorno in più per scrivere della terza manovra finanziaria regionale, approvata dall’ARS nella serata di giovedì.
Abbiamo voluto leggerla meglio, per poterla comprendere quanto più possibile nella sua consistenza effettiva e significazione più concreta.
Fine delle mance
Ecco, è proprio così: stavolta, niente mance per i 70 deputati regionali; per la verità 69, dal momento che l’on. Ismaele La Verdera è stato l’unico che -in sede di precedenti manovre- non ha voluto partecipare alla spartizione dei fondi pubblici da destinare al territorio del proprio collegio elettorale.
In pratica ha vinto la linea del presidente Renato Schifani, nonostante i franchi tiratori si siano fatti sentire nelle votazioni di alcuni emendamenti in modo forte e chiaro.
Ma infine la nuova manovra finanziaria del governo Schifani mette in campo ben 339 milioni di euro per fronteggiare le sfide più importanti ed impellenti, dall’emergenza idrica al sistema sanitario; dalle politiche di inclusione e coesione al sostegno nei confronti degli enti locali.
Le direttrici della manovra
Stavolta, dunque, la manovra finanziaria ha un’impostazione più credibile che si snoda su quattro direttrici fondamentali.
La prima riguarda il contrasto alla crisi idrica con riferimento sia all’acqua potabile sia a quella irrigua per l’agricoltura.
La seconda si riferisce all’abbattimento delle liste d’attesa e all’accesso più equo nel servizio sanitario regionale.
La terza concerne la spesa sociale.
La quarta concerne i fondi in favore degli enti locali con esclusivo riferimento ai soli settori dei rifiuti, della sicurezza urbana e dell’assistenza scolastica (per quanto riguarda i Comuni) e con esclusivo riferimento alla manutenzione delle strade provinciali (per quanto riguarda le città metropolitane e i liberi consorzi comunali).
I fondi per la crisi idrica
Un’ attenzione particolare è stata dedicata alle problematiche della crisi idrica, tant’è che sono stati destinati vengono ben 11 milioni di euro alla protezione civile per far fronte alla siccità e agli eventi calamitosi, mentre ben 32 milioni garantiranno il funzionamento dei dissalatori a Porto Empedocle, Gela e Trapani.
Non solo. Altre risorse finanziarie, ammontanti a 6,2 milioni, andranno alla progettazione e agli interventi nelle dighe siciliane per servire sia alla dotazione idro-potabile sia alle finalità irrigue.
L’abbattimento delle liste d’attesa
Gli obiettivi nel campo sanitario sono quelli di sempre: ridurre (se non è possibile eliminarli) i tempi di attesa e rendere i servizi più accessibili a tutti gli utenti, senza differenziarli tra cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Adesso, però, i fondi stanziati non sono irrisori, ma costituiscono un investimento strategico. Si tratta di ben 66 milioni da spendere nel triennio 2025/2027: 60 milioni destinati alle prestazioni aggiuntive e/o al lavoro straordinario di medici, personale sanitario e tecnico; 6 milioni destinati al potenziamento del sistema di prenotazione Sovracup e alla realizzazione di una piattaforma regionale per le liste di attesa.
Per ogni ora aggiuntiva e/o di straordinario ai medici andranno 100 euro lordi, mentre al personale sanitario e tecnico 50 euro lordi. Inoltre, gli ospedali pubblici erogheranno visite ed esami diagnostici non solo nei giorni feriali, ma anche in quelli festivi e nelle ore notturne.
Welfare ed investimenti comunali
La finanziaria ter punta anche sulla spesa sociale. E’ stata infatti rifinanziata la linea B della legge sulla povertà: agli enti e alle strutture che si occupano di accoglienza e di ricovero agli indigenti sono destinati ben 3 milioni di euro, mentre il fondo per i disabili viene incrementato di 10 milioni.
In relazione al sostegno ai Comuni, vengono stanziati 45 milioni per compensare parte dei maggiori costi nella gestione dei rifiuti: di questi, ben 25 milioni andranno ai Comuni che hanno raggiunto almeno il 60% di raccolta differenziata.
Inoltre, sono stati stanziati: ulteriori 15 milioni per sistemi di videosorveglianza comunale; 8 milioni per l’acquisto di nuovi scuolabus comunali; 5 milioni per interventi nelle scuole pubbliche.
Per quanto riguarda gli enti locali di vasta area, sono stati previsti 55 milioni per la riqualificazione delle strade provinciali.












