domenica, 8 Marzo 2026
Altro
    HomeAltre NotizieRealmonte: nuovi scavi e ricerche alla villa romana Durrueli

    Realmonte: nuovi scavi e ricerche alla villa romana Durrueli

    -

    Nuova campagna di scavi archeologici presso la villa romana  Durrueli di Realmonte.

    L’inizio è previsto per il prossimo 8 settembre, mentre la conclusione è prevista per  il 4 ottobre.

    Le attività saranno effettuate in convenzione  dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, con l’università degli studi di Catania, la scuola di specializzazione in Beni Archeologici (Università di Catania), l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) e l’Istituto di Studi sul Mediterraneo (ISMed) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

    Le campagne di scavo del Parco Archeologico

    E, questa,’ la terza campagna di scavi che il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi porta avanti nel mese di settembre.

    Le altre due sono iniziate proprio oggi e riguardano il sito di Vito Soldano a Canicattì (si può cliccare qui per leggere l’articolo di Sicilia On Press) e l’ekklesiasterion di Poggio San Nicola, nel cuore dell’antica città di Akragas (si può cliccare qui per leggere l’articolo di Sicilia On Press) .

    Le attività di questa campagna riguarderanno per le quali appare più opportuno un ulteriore approfondimento, in modo che possano essere meglio analizzate le fasi di costruzione della villa e le sue trasformazioni nel tempo. Inoltre, si indagherà  sulle strutture termali emerse nel settore a nord del complesso.

    La villa Durrueli

    La villa Durrueli è un sito archeologico esteso circa 5000 mq.

    Scoperta nel 1907 durante i lavori per la costruzione dei binari ferroviari, in zona fu parzialmente esplorata l’anno successivo dal Prof. Antonino Salinas, che ne mise in luce i sei ambienti con pavimenti a mosaico.

    Gli scavi sinora condotti sono risultati molto interessanti, soprattutto a partire dal 1979 (ad opera di un’équipe dell’Università giapponese di Tsukuba) e poi nel 1982-1983, quando il soprintendente pro tempore di Agrigento, Ernesto De Miro, grazie al ritrovamento di due coppi con cartiglio rettangolare, ha avanzato l’ipotesi che la villa appartenesse alla gens Annia,

    La nuova campagna 

    Questa nuova campagna di ricerca fa dunque seguito a un’intensa fase di preparazione,  oltre che ad una prima attività di indagine (avvenuta nel maggio 2024 attraverso prospezioni geofisiche curate da un’equipe della British School at Rome) e ad una precedente campagna di scavi, della durata di tre settimane, nel successivo giugno 2024, con la partecipazione di circa venti studenti e dottorandi dell’Università di Catania.

    Queste attività di indagine e di scavo  hanno già consentito il focus sugli spazi della villa, comprendendo meglio le varie fasi del loro riuso, nelle more di tracciare l’intero iter cronologico di utilizzo della villa e l’identità del proprietario che potrebbe essere stato Publio Annio.

    La direzione scientifica delle attività è affidata a Daniele Malfitana (Università di Catania e Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Catania), Antonino Mazzaglia (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale), Stefania Pafumi (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Studi sul Mediterraneo) e Maria Serena Rizzo (Parco Valle dei Templi).

    Ricerche e scavi a cantiere aperto

    Le attività di scavo si svolgeranno con la consueta formula del “cantiere aperto”, che consentirà ai visitatori del sito di seguire il lavoro degli archeologi.

    Tutti gli appassionati e gli interessati a vario titolo potranno infatti assistere agli scavi.

    La Villa Romana di Realmonte rappresenta un sito di straordinaria bellezza paesaggistica e di grande importanza archeologica e ogni campagna di scavi restituisce sempre nuove importanti tessere per ricostruirne il passato” -dice il direttore del Parco, Roberto Sciarratta.

    Il nostro impegno, parallelamente all’attività di ricerca, condotta come in questo caso con importanti partner scientifici, è quello di garantire la fruibilità di questo sito che insiste su un tratto di costa amatissimo quale è quello di Durrueli e della Scala dei Turchi” -aggiunge.

    (In rosso le aree oggetto di nuove ricerche)

     

     

    Articoli correlati

    Ultimi articoli