giovedì, 12 Febbraio 2026
Altro
    HomeAltre NotizieUn libro di terzine in vernacolo sulla “Matri Santissima da Catina” sarà...

    Un libro di terzine in vernacolo sulla “Matri Santissima da Catina” sarà presentato a Riesi

    -

    La presentazione del libro avverrà giovedì 11 settembre, a Riesi, nel salone intitolato a monsignor Vincenzo Scuderi.

    Il libro è una raccolta in versi siciliani (terzine in vernacolo, con traduzione in lingua italiana a fronte).

    L’autore è Giovanni Grasso, un poeta dialettale, originario di Santa Venerina, in provincia di Catania, che ama la propria isola ed ha notevoli interessi letterari a cui si dedica coltivando i suoi studi personali e approfondendo la ricerca.

    L’evento

    L’evento sarà coordinato da don Enrico Lentini, parroco della chiesa Madre di Riesi, con la presenza del sindaco Salvatore Emiliano Sardella che porterà i saluti istituzionali.

    Interverranno lo scrittore cattolico e saggista Giovanni Tesè che ha curato la presentazione del libro e lo stesso autore Giovanni Grasso.

    Giovanni Tesè , avvocato cassazionista e studioso cattolico, è d’altronde autore di una monografia sulla Madonna del Lume e pertanto è stato ben felice di scrivere la presentazione del libro di terzine di Giovanni Grasso che adesso va a presentare nel salone monsignor Vincenzo Scuderi a Riesi.

    A Matri santissima da Catina è la Madonna della Catena, che -secondo gli insegnamenti della chiesa cattolica- libera i suoi figli da qualsiasi catena attanagli la loro esistenza: non solo quelle materiali della prigionia o della schiavitù, ma anche quelle spirituali del peccato, nonché -soprattutto- quelle metaforiche dei problemi che angustiano la vita.

    La diffusione del titolo della catena (diffuso soprattutto nel meridione d’Italia e, in particolare, nella Sicilia) risale alla tradizione popolare cattolica di un prodigio avvenuto a Palermo nel 1392, noto come miracolo delle catene .

    Il prodigio è raccontato dagli storici siciliani Mongitore e Pirri. I quali narrano concordemente di tre prigionieri che dovevano essere giustiziati a morte, a Piazza Marina, in Palermo, e che vennero salvati prima da un violentissimo temporale che ritardò l’esecuzione e poi dalla Vergine del Porto (attuale chiesa della Catena), presso la cui chiesa riuscirono ad arrivare -incatenati e durante il temporale.

    La Vergine del Porto, infatti,  spezzò le catene dei prigionieri, dopo tante preghiere ed implorazioni da parte loro.

     

     

    Articoli correlati

    Ultimi articoli