Si è sempre distinto per dinamismo e proficuità d’attività
Ha già dodici anni d’attività, ricca di risultati e soddisfazioni
Il centro semiresidenziale Metabolè, attivo presso il dipartimento di salute mentale dell’Asp di Agrigento, torna alla ribalta sulla testata giornalistica online Insanitas, specializzata in notizie e servizi sulla sanità siciliana
I trattamenti del centro Metabolè
Insanitas parla dei successi raggiunti nel contrasto all’anoressia, alla bulimia e all’alimentazione incontrollata da parte del centro Metabolè e intervista Leonardo Giordano, direttore del dipartimento di salute mentale dell’ASP di Agrigento, e Angela Bruno, direttrice dell’unità operativa complessa del servizio di psicologia e coordinatrice (per così dire, “storica”) del centro.
I disturbi dell’alimentazione riguardano l’anoressia (quando la persona tende all’annullamento della propria fisicità, non vedendosi mai magra a sufficienza), la bulimia (quando la persona bulimica mangia tanto e continuamente per colmare solitamente una mancanza) e l’alimentazione incontrollata (che riguarda le tipologie non comprese nelle precedenti categorie).
Approccio ed obiettivi del centro
Secondo il servizio di approfondimento di Insanitas, a firma di Tiziana Sferruggia, il centro agrigentino per il trattamento dei disturbi dell’alimentazione di caratterizza per “un approccio multidisciplinare” ed ha l’obiettivo cardine della “trasformazione della sofferenza in rinascita”.
Dalle interviste al dottor Leonardo Giordano e alla dottoressa Angela Bruno, condotte da Tiziana Sferruggia, emerge che il disturbo alimentare non riguarda semplicemente il rapporto con il cibo, ma è qualcosa che attiene alla sofferenza psichica che poi trova espressione nel comportamento alimentare.
Emerge inoltre che negli ultimi decenni l’andamento della curva epidemiologica è sempre crescente, mentre la prevalenza dei disturbi interessa le donne. Con riferimento agli attuali trattamenti nel centro Metabolè, allo stato ci sono in carico 226 pazienti di cui 60 in minore età. Nei pazienti minorenni, il disturbo prevalente è l’anoressia.
Disturbi alimentari dei pazienti in minore età
Nell’ipotesi di pazienti minorenni -dice la dottoressa Bruno nell’intervista a Insanitas– “viene coinvolta la famiglia. Partiamo ascoltando i genitori i quali dovranno aiutare il bambino o l’adolescente a intraprendere e seguire tutto il percorso”.
Non solo. “Il Metabolè, da circa un anno, in caso di disturbi più difficili, offre anche un servizio di semi residenzialità” -aggiunge la direttrice del servizio di psicologia.
“L’adolescente viene seguito, sempre gratuitamente, anche nel pomeriggio, in un luogo accogliente e comprensivo in cui svolge attività terapeutiche anche attraverso i nostri laboratori creativi. È una sorta di allenamento all’interno di un luogo protetto dove riempire la mente di contenuti meditativi e distrarsi dall’ossessione del cibo. È un luogo in cui ‘mangiare’ perde quell’aura di pesantezza e disagio e diventa un momento di serena condivisione cosa che a casa, in famiglia, è difficile” -spiega la dottoressa Angela Bruno.
Il contributo della lettura
La dottoressa Bruno tiene inoltre a sottolineare: “sono tante le storie, specie degli adolescenti, che porto dentro di me. Non dimentico le facce depresse di molti di loro appena entrati nel Centro e la ritrovata gioia di vivere grazie al supporto del gruppo e al sentirsi accettati ed importanti”.
E tiene a sottolineare, infine: “poi c’è l’angolo lettura che non è cosa scontata fra i giovani. Leggere serve a identificarsi con la fragilità dei personaggi letterari mentre ora nei social si rincorre la finzione, l’immagine perfetta, la costruzione del paesaggio, della scena. Leggere serve ad insegnarci che non siamo soli in questa giungla di esseri umani”.











