La procura della repubblica di Palermo ha chiesto di processare l’on. Gaetano Galvagno per le ipotesi di reati di corruzione, peculato, truffa e falso ideologico.
Il gup ha fissato l’udienza preliminare al 21 gennaio 2026.
Le persone coinvolte
L’uomo politico (Fratelli d’Italia) è l’attuale presidente dell’assemblea regionale siciliana.
Il processo è stato richiesto, oltre che per lui, per altre 5 persone: l’ex sua portavoce , Sabrina De Capitani, l’imprenditrice Caterina Cannariato (rappresentante in Sicilia della fondazione Marisa Bellisario e vicepresidente della fondazione Tommaso Dragotto ), l’imprenditore Alessandro Alessi, la dipendente della fondazione dell’ orchestra sinfonica siciliana Marianna Amato e l’ex autista del presidente dell’Ars Roberto Marino.
L’altra indagine sull’assessora Amata
La procura, nelle settimane precedenti, aveva anche chiesto il rinvio a giudizio per Elvira Amata, attuale assessora regionale al turismo (anche lei di Fratelli d’Italia), e per la stessa imprenditrice Caterina Cannariato (intesa Marcella) per l’ipotesi di reato è quella di corruzione.
In questo caso, l’udienza preliminare è stata fissata dal gup alla data del 13 gennaio 2026.
Indagini con percorsi diversi
L’inchiesta a carico dell’assessora regionale e dell’imprenditrice palermitana era inizialmente un filone dell’indagine che ha coinvolto il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, per il quale è stato adesso richiesto il rinvio a giudizio e fissata l’udienza preliminare otto giorni dopo quella che coinvolge Elvira Amata.
Le due indagini hanno dunque preso due percorsi diversi e nel primo mese del nuovo anno si vedrà se verrà deciso il rinvio a processo.
L’ipotesi di peculato, truffa e falso
Per quanto riguarda l’inchiesta per peculato a carico di Gaetano Galvagno e dell’ex autista Roberto Marino, è stato contestato dai pubblici ministeri l’uso a fini privati dell’auto di servizio, un’Audi 6, che sarebbe stata per 60 volte a disposizione del presidente, dell’autista, della segreteria e dell’ufficio di gabinetto per scopi personali.
Non solo. A Galvagno e Marino sono stati contestati anche i reati di truffa e falso ideologico: l’ex autista avrebbe dichiarato decine di missioni mai fatte e vidimate dal presidente ARS, grazie alle quali l’autista avrebbe ottenuto illeciti rimborsi spese e diarie per circa 19mila euro.










