Un intervento duro, carico di indignazione istituzionale e politica, quello pronunciato all’Assemblea Regionale Siciliana dal deputato Angelo Cambiano (Movimento 5 Stelle), che ha posto una domanda tanto semplice quanto dirompente: dove sono finiti i soldi dei siciliani?
Al centro della denuncia parlamentare vi è il trasferimento di milioni di euro di fondi pubblici a favore di Siciliacque, società a partecipazione mista, per il 75% privata, che – secondo quanto evidenziato – continua a registrare utili significativi, mentre vaste aree della Sicilia soffrono una crisi idrica ormai strutturale. In molte città e territori, l’acqua viene erogata con cadenze drammatiche, in alcuni casi una volta ogni quindici giorni, con gravi ricadute sulla qualità della vita dei cittadini, sulle attività produttive e sui servizi essenziali.
Cambiano ha denunciato con forza una distorsione delle priorità politiche e finanziarie: non ci sono risorse per le periferie, non ci sono fondi sufficienti per i Comuni, spesso lasciati soli a fronteggiare emergenze sociali e infrastrutturali, ma – ha sottolineato – quando si tratta di soggetti privati, le risorse pubbliche si trovano sempre.
Nel suo intervento, il parlamentare ha ampliato il tema oltre il caso specifico, parlando di una crisi di credibilità delle istituzioni regionali. Un Parlamento che, a suo dire, è stato progressivamente svilito, incapace di dare risposte chiare e trasparenti su decisioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini. Da qui il senso di responsabilità personale e collettiva rivendicato con forza: non possiamo tornare nei nostri territori senza spiegare perché, mentre i cittadini restano senz’acqua, milioni di euro pubblici vengono destinati a una società che continua a fare profitti.











