Dopo la bufera giudiziaria su Totò Cuffaro, è bufera politica all’interno della DC: il segretario nazionale vicario sospende il segretario regionale siciliano!
Sabato prossimo, 10 gennaio, è convocato a Roma il consiglio nazionale della democrazia cristiana.
E’ convocato per prendere atto delle dimissioni irrevocabili di Totò Cuffaro (agli arresti domiciliari) ed eventualmente provvedere alla formale nomina del nuovo segretario nazionale.
Ma due giorni prima succede il terremoto: il segretario nazionale facente funzioni, cioè Giampiero Samorì, defenestra Stefano Cirillo, pupillo di Cuffaro nel partito.
Le male lingue dicono che l’abbia fatto, con pretesti procedurali, per mantenere saldo in mano il potere dentro la DC ed evitare che Stefano Cirillo sia eletto segretario nazionale.
Ma Samorì cita norme specifico dello statuto del partito e trasmette il provvedimento di sospensione dalle cariche di partito di Cirillo al consiglio dei probiviri e al presidente del consiglio nazionale Renato Grassi, specificando che “compiti e funzioni” di Cirillo “verranno assunti dal presidente del partito regionale e dal vice segretario regionale“.
Il vice segretario regionale è Ignazio Abbate, deputato ARS e presidente della commissione Affari istituzionali del parlamento siciliano.
Il quale non ci sta e dichiara: “E’ una decisione estemporanea di Samorì, probabilmente per fini personali“. Ed aggiunge: “il 90 per cento della Dc ha radici in Sicilia“.
Tant’è che Samorì -in assenza della DC siciliana- non ha manco le credenziali per usare il sito web ufficiale del partito. Come lui stesso ammette: “Mi vedo costretto a usare le chat che non sono il sito nazionale perché mi è stato inibito l’accesso al sito ufficiale da questa mattina in modo illecito“.
Ma chi è Giampiero Samorì?
E’ docente universitario, 68 anni, modenese, ha avuto interessi nel settore bancario, in quello immobiliare e in quello dell’editoria, ha fondato nel novembre 2012 il movimento Moderati in Rivoluzione (MIR) che è confluito in Forza Italia poco dopo la fondazione, essendo stato prima -peraltro- il numero due (dopo Marcello Dell’Utri) nei circoli berlusconiani del Buon Governo.
Come finirà?
Ha ragione Ignazio Abbate: la DC senza la Sicilia varrà tanto quanto le altre sigle che si richiamano al partito di De Gasperi.
E verrebbe da dire: anche la DC siciliana senza Cuffaro non è che poi valga chissà quanto!











