Il Tribunale di Agrigento applica per la prima volta la nuova disciplina prevista dall’articolo 283 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, come modificato dal decreto legislativo n. 137 del 13 settembre 2024, concedendo l’esdebitazione a un lavoratore sovraindebitato e cancellando oltre 122.000 euro di debiti. Una svolta che amplia la tutela anche a chi, pur avendo un reddito, non riesce a superare la soglia del fabbisogno familiare minimo.
AGRIGENTO – Una svolta importante nella tutela dei debitori in difficoltà economica arriva dal Tribunale di Agrigento. Con un provvedimento emesso il 12 gennaio 2026, la dott.ssa Silvia Capitano ha concessa per la prima volta l’esdebitazione a un lavoratore sovraindebitato, dichiarando inesigibili debiti per un totale di 122.000 euro.
Il beneficiario del provvedimento è un lavoratore part-time che si era indebitato senza colpa e che, a causa delle proprie condizioni reddituali, non era più in grado di far fronte agli impegni assunti con i creditori. Il suo reddito, come accertato in sede giudiziaria, risulta infatti interamente assorbito dalle spese necessarie al sostentamento proprio e del nucleo familiare.
La decisione è stata resa possibile grazie alla dettagliata istruttoria e alla relazione predisposta dal gestore della crisi, l’avv. Valeria Ciancimino, nominata dall’Organismo di Composizione della Crisi “I Diritti del debitore”, nonché al lavoro svolto dal difensore del ricorrente, l’avv. Vincenza Vella.
Nel corso del procedimento è stato dimostrato che il debitore non disponeva di alcuna reale capacità di rimborso, poiché ogni entrata veniva destinata ai bisogni primari della famiglia. Un elemento decisivo che ha convinto il Tribunale a riconoscere il diritto a una vera e propria “seconda possibilità”.
Grazie a questo provvedimento, il lavoratore potrà ora condurre una vita dignitosa senza il timore di pignoramenti o azioni esecutive sul reddito minimo indispensabile, e potrà reinserirsi pienamente nella vita sociale ed economica come soggetto produttivo.
Si tratta del primo caso ad Agrigento applicativo della recente modifica dell’articolo 283 del CCII (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, introdotta dal decreto legislativo n. 137 del 13 settembre 2024. La riforma ha ampliato l’accesso alla procedura di esdebitazione, in precedenza riservata ai debitori totalmente incapienti, estendendola anche a lavoratori e soggetti con un reddito non superiore alla soglia legalmente destinata al fabbisogno familiare.
«La procedura di esdebitazione del consumatore sovraindebitato è una misura straordinaria, concedibile una sola volta nella vita – spiega la dottoressa Stella Vella, referente dell’Organismo di Composizione della Crisi “I Diritti del debitore” – e richiede un’istruttoria molto rigorosa. Occorre analizzare attentamente le cause dell’indebitamento, l’assenza di colpa del debitore e la situazione reddituale dell’intero nucleo familiare. Ma è uno strumento di enorme valore sociale e umanitario, pensato per liberare chi è schiacciato da debiti insostenibili e permettergli di ripartire».
L’organismo, ricorda la dottoressa Vella, offre assistenza a tutte le persone che si trovano in difficoltà economica, valutando caso per caso e individuando le soluzioni più adeguate per affrontare e superare la crisi da sovraindebitamento, grazie al supporto di un team di professionisti altamente specializzati.
La pronuncia del Tribunale di Agrigento segna, dunque, un precedente significativo e apre la strada a nuove possibilità per molti lavoratori e famiglie intrappolati in situazioni debitorie ormai irreversibili, restituendo concretezza al principio della “seconda chance” sancito dal legislatore.











