Gaetano Scorsone
Febbraio si presenta con una domenica che, di per sé, è già motivo di festa, giungendo dopo una settimana di lavoro e proiettandoci non solo al caldo abbraccio della famiglia, ma anche alla rigenerante interazione con la comunità di appartenenza e al confortante incontro con la Parola del Signore tramite la partecipazione alla Messa parrocchiale.
La concomitanza di due importanti ricorrenze, inoltre, estende ancora di più il campo da cui poter attingere ulteriori stimoli per riflessioni formative capaci di migliorare la percezione delle nostre fragilità, dei nostri limiti, ma anche dei doni ricevuti come umanità, dei conseguenziali obblighi per valorizzarli e per ben custodirli dalle innumerevoli insidie di un male sempre più agguerrito, più seducente e più ingannevole che mai.
Il 1° Febbraio, infatti, si celebrano la Giornata Nazionale per la Vita – giunta alla sua 48ª Edizione, quest’anno dedicata al tema “Prima i bambini” – e la Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle guerre e dei conflitti nel mondo.
Due eventi di estrema attualità che, sia pur da vie diverse, conducono a pensieri virtuosi e risvegliano responsabilità eventualmente sopite, richiamandoci agli inderogabili doveri di persone, di cittadini e di cristiani.
La vita come grandissimo dono e come meravigliosa opportunità da garantire e valorizzare, possibilmente attraverso virtuosi percorsi di condivisione e di servizio, per il bene di tutti e, con particolare attenzione, per la difesa dei più vulnerabili e dei più fragili.
Ecco perché occorre considerare sempre e comunque “Prima i Bambini”: prima di ogni speculazione ideologica, culturale, economica, scientifica, politica, sociale, familiare. Così come bisogna tenere sempre a mente le tragiche e nefaste conseguenze di tutte le guerre, ovvero di tutti conflitti, ovvero delle “operazioni militari speciali”, in particolare quando scaricano premeditatamente il loro potenziale distruttivo sulle popolazioni civili con l’obiettivo di sfiancarle, logorarle, demoralizzarle e, così, portarle a una più rapida resa.
Per celebrare su tutto il territorio nazionale questa importante giornata, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (A.N.C.I.) e l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ( A.N.V.C.G. ) hanno sottoscritto in tal senso un preciso protocollo d’intesa, esortando i Comuni e le Istituzioni territoriali a illuminare di blu i propri edifici e/o i monumenti più rappresentativi, affinché possa giungere a tutti la percezione delle sofferenze patite da quei popoli civili assediati da guerre e/o esposti ai patimenti di sanguinosi conflitti armati.
Una domenica, quindi, che se vissuta compiutamente ed intensamente può aiutarci ad osservare la realtà esterna, ovvero la quotidianità, con occhi diversi, con un cuore pronto ad accogliere i sentimenti di amore e di compassione, con una sensibilità che non rifugge più le proprie responsabilità ma che le fa proprie e orgogliosamente le interpreta. Grazie, dunque, alla Conferenza Episcopale Italiana, all’A.N.C.I. e all’A.N.V.C.G. per averci offerto queste gradite opportunità di crescita civile e spirituale.











