sabato, 14 Febbraio 2026
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    Canicattì: AICA attiva altro punto di carico per gli autobottisti

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    Ieri, gli autobottisti di Canicattì hanno apertamente protestato per la presenza di un solo punto di carico dell’acqua potabile nel quale rifornirsi.

    La protesta è esplosa con la presenza di 26 autobotti, appartenenti a 16 ditte che operano a Canicattì col riconoscimento dell’AICA, la quale impone che il rifornimento idrico avvenga dal punto di prelievo messo a disposizione dalla stessa AICA.

    Un solo bocchettone

    Il punto di prelievo si trova nei pressi del santuario di padre Gioacchino La Lomia. Ma, essendo uno solo, le autobotti debbono mettersi in fila ed aspettare il turno, impiegando tempi abbastanza lunghi e dispendiosi per rifornisi e poi rifornire i clienti che richiedono l’acqua.

    In pratica, i titolari del servizio di trasporto idrico a mezzo di autobotte non riescono ad effettuare tutte le consegne quotidiane di acqua che dovrebbero invece effettuare per soddisfare le chiamate che ricevono.

    In effetti, con un solo bocchettone di prelievo, i titolari non possono essere appagate tutte  le richieste né possono essere rispettati i tempi di compatibile tempestività nella consegna.

    Infatti, è notorio che i turni idrici sono molto lunghi (e talvolta allungati ulteriormente per guasti alla condotta) e molte abitazioni restano spesso a secco. Ed è pure notorio che, nell’hinterland di Canicattì, ci sono molte persone che dimorano in campagna o comunque in zone nelle quali non c’è la rete idrica a servizio delle abitazioni.

    L’attivazione di un altro bocchettone

    Ciò premesso e a fronte delle proteste dei titolari delle autobotti che esercitano il trasporto dell’acqua nelle abitazioni e nei luoghi delle attività dei clienti, Danila Nobile, presidente del Cda dell’AICA, assicura che “è già in corso l’attivazione di un ulteriore punto di carico, proprio per migliorare l’operatività degli autobottisti regolarmente autorizzati e ridurre i tempi di approvvigionamento”.

    Ma l’ulteriore bocchettone di prelievo sarà sufficiente? Magari potrà aumentare le consegne giornaliere tramite autobotte a Canicattì, ma -a detta degli stessi autobottisti- nessuno non potrà fare più di quattro consegne al giorno a fronte di una richiesta giornaliera oltremodo maggiore.

    Non solo. Gli autobottisti lamentano che Aica chieda “75 euro per un trasporto di acqua potabile da 10mila litri” e che pretenda dagli autobottisti stessi “il pagamento dell’acqua che viene scaricata in utenze censite ed in regola se i titolari non versano la quota che gli viene successivamente addebitata in bolletta”.

    Le precisazioni della presidente Nobile

    Ma la presidente Danila Nobile smentisce i “presunti addebiti dell’acqua agli autobottisti per utenze morose”.

    La presidente infatti precisa che “gli utenti morosi con utenza sospesa hanno contatori sigillati” ed è possibile che alcuni di loro “tentano fraudolentemente di farsi rifornire tramite autobotti”.

    In questi casi- dice Danila Nobile–  “gli autobottisti non possono e non devono servire tali utenze; in caso contrario, il rischio è che l’acqua non venga mai pagata, motivo per cui la responsabilità ricade sull’operatore che ha violato le regole”.

    Comprendiamo il disagio di una parte della cittadinanza” -dice ancora la presidente AICA- “e non lo sottovalutiamo. Proprio per questo AICA sta lavorando per potenziare il servizio, attivando ulteriori punti di carico per gli autobottisti regolarmente autorizzati. Allo stesso tempo, però, abbiamo il dovere di affermare un principio semplice ma fondamentale: la legalità non è un’opzione. Il servizio idrico integrato funziona solo se tutti fanno la propria parte, utenti e operatori. Chi può allacciarsi alla rete deve farlo, perché è un obbligo di legge e un atto di equità verso chi paga regolarmente. Solo così, nel tempo, si possono ridurre i costi per tutti e migliorare il servizio. AICA non è contro i cittadini, ma al loro fianco, soprattutto di quelli che rispettano le regole”.

     

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