mercoledì, 11 Marzo 2026
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    Rigettato ricorso procura: nessun motivo per arresto on. Pace

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    Non ci sono i presupposti per l’arresto del deputato regionale Carmelo Pace, capogruppo DC all’ARS.

    Lo dice il Tribunale del Riesame al quale la procura della repubblica di Palermo si è rivolta per ottenerne gli arresti domiciliari, dopo che la gip Carmen Salustro aveva proceduto all’interrogatorio di garanzia e non aveva ravvisato di poter emettere la misura cautelare restrittiva.

    Il ricorso al tribunale del riesame riguardava, oltre che la misura restrittiva richiesta a carico dell’on. Carmelo Pace (difeso dall’avvocato Lillo Fiorello), anche quelle a carico dell’imprenditore favarese Alessandro Vetro (difeso dall’avvocato Giuseppe Barba), del direttore del consorzio di bonifica Giovanni Tomasino del leader della Dc Totò Cuffaro.

    Gli arresti domiciliari sono stati respinti per tutti e quattro gli indagati, anche se Totò Cuffaro ha già a suo carico questa misura cautelare per il presunto reato commesso a proposito della stabilizzazione  mediante concorso di personale precario assunto con contratto a termine, durante il covid, al Civico di Palermo.

    Nella vicenda sottoposta al tribunale del riesame, secondo l’accusa, l’imprenditore favarese Alessandro Vetro avrebbe consegnato 25mila euro a Totò Cuffaro per consegnarli a Giovanni Tomasino affinché  lo favorisse negli appalti che doveva affidare il Consorzio di Bonifica. La consegna a Tomasino– sempre secondo l’accusa- sarebbe avvenuta tramite l’on. Carmelo Pace.

    La gip Salustro aveva rigettato le richieste della procura e il tribunale del riesame ha adesso confermato il rigetto, respingendo anche la richiesta di sequestro di 25 mila euro all’imprenditore favarese.

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