venerdì, 10 Aprile 2026
Altro
    HomePoliticaEscalation in Medio Oriente, Conflavoro: “Rischio oltre 2 miliardi di impatto in...

    Escalation in Medio Oriente, Conflavoro: “Rischio oltre 2 miliardi di impatto in 6 mesi per l’Isola”

    -

    I dati del Centro Studi: shock energetico, logistica in crisi e migliaia di posti di lavoro a rischio in caso di blocco dello Stretto di Hormuz

    “L’escalation in Medio Oriente e l’ipotesi di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz potrebbero produrre effetti significativi sull’economia siciliana. L’Isola potrebbe subire un impatto economico potenzialmente superiore ai 2 miliardi di euro nei primi sei mesi, con ripercussioni su energia, logistica, agroalimentare e occupazione.”

    È l’analisi del Centro Studi di Conflavoro Sicilia illustrata dal vice presidente nazionale vicario di Conflavoro e segretario regionale della Sicilia, Giuseppe Pullara.

    “La Sicilia è una delle regioni italiane più esposte agli shock energetici internazionali. I nostri poli industriali e petrolchimici, insieme ai porti commerciali, dipendono in modo diretto dai flussi che transitano dal Golfo Persico. Un’interruzione prolungata rischia di rallentare la produzione, aumentare i costi e mettere in difficoltà migliaia di imprese”, spiega Pullara.

    Secondo l’elaborazione del Centro Studi regionale, un aumento del costo dell’energia fino al 35-40% potrebbe determinare rallentamenti nei poli industriali di Priolo-Melilli, Gela e Milazzo; incremento dei costi logistici fino al 25%, con impatto su porti e interporti; un calo del 15-20% dei traffici commerciali; migliaia di posti di lavoro a rischio nei settori energivori, nella logistica e nell’agroalimentare.

    Le famiglie siciliane potrebbero, inoltre, subire una perdita del potere d’acquisto fino al 6%, con un aggravio medio stimato di 80-100 euro al mese tra energia e beni alimentari.

    “Chiediamo l’apertura immediata di un tavolo permanente con Regione- continua Pullara- per monitorare l’evoluzione della situazione e predisporre misure di tutela per imprese e lavoratori”.

    Conflavoro Sicilia indica come priorità il rafforzamento delle riserve energetiche; l’accelerazione degli investimenti nelle rinnovabili e nelle comunità energetiche; il potenziamento delle infrastrutture portuali e logistiche; strumenti rapidi di liquidità e sostegno alle PMI.

    “Una filiera green strutturata- conclude il vice presidente nazionale vicario di Conflavoro -potrebbe generare migliaia di nuovi posti di lavoro nei prossimi anni”.

     

    Articoli correlati

    Ultimi articoli