Sono stati arrestati Giancarlo Teresi, dirigente dell’assessorato regionale alle Infrastrutture, e Carmelo Vetro, ritenuto boss di Favara e in passato condannato per mafia a 9 anni con sentenza ormai definitiva.
L’accusa, per il dirigente regionale, è di corruzione con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra. In pratica avrebbe fatto avere lavori a una società del mafioso favarese in cambio di soldi.
Secondo l’accusa, il dirigente regionale avrebbe favorito gli interessi privati del boss di Favara, ricevendo in cambio -e più volte- delle tangenti in denaro. In particolare, Giancarlo Teresi avrebbe permesso alle società di Carmelo Vetro di aggirare le misure di prevenzione a carico di quest’ultimo e quindi la normativa sulle interdittive antimafia.
Sono indagati, tra gli altri, anche Salvatore Vetro (fratello di Carmelo), Antonio Lombardo (dipendente e amministratore della società dell’imprenditore) e Salvatore Iacolino, manager della sanità, fresco di nomina quale direttore generale al Policlinico di Messina, già dirigente generale del dipartimento della pianificazione strategica all’assessorato regionale alla salute.
Quest’ultimo -secondo l’accusa- avrebbe favorito gli interessi economici del capomafia di Favara e di suoi uomini, dando loro informazioni su procedimenti amministrativi in corso e agevolando incontri con dirigenti della regione e di aziende sanitarie.












