Foto0108Con 18 voti favorevoli, 8 no e 4 assenti, il Consiglio comunale ha approvato la proposta sulle misure correttive proposte da Manganella e chieste dalla Corte dei conti.

Hanno votato contro i consiglieri Bellavia, Scalia, Lupo, Sgarito, Broccia, Dalli Cardillo, Bennardo e Palumbo.

E’ stata una seduta ricca di interessanti interventi alla quale non eravamo certamente abituati. Interessante al punto da benedire lo strappo tra il sindaco e la sua ex maggioranza, che ha posto le condizioni del rinnovato civico consesso non più appiattito sulle posizioni dell’Amministrazione.

Il primo intervento in ordine di tempo è stato del consigliere Paolo Alaimo poi presentatore di un emendamento, l’unico, approvato con 26 voti favorevoli. L’aggiunta voluta da Alaimo riguarda l’indirizzo politico all’amministrazione a non ricorrere agli affidamenti diretti.

Foto0109Mariella Vella ha rimarcato la sbagliata consuetudine di portare, nell’aula Falcone Borsellino, gli atti alla vigila della loro scadenza, cosicché non si ha il ragionevole tempo di analizzare le carte. Il capogruppo del Pdl ha definito la proposta di Manganella, il libro dei sogni. Il presidente Pitruzzella ha rincarato la dose sottolineando e sottoscrivendo l’intervento di Mariella Vella.

Giuseppe Grova ha parlato del facile ricorso alle anticipazione di cassa che costano alla collettività interessi per circa 70.000 euro all’anno. Il consigliere dell’Udc si è pronunciato per la revisione dei contratti e ha invocato una sana amministrazione della cosa pubblica.

Giovanni Bennardo, in più occasioni, ha fatto riferimento ai ritardi nella presentazione delle proposte in Consiglio e di una Amministrazione che ricorre agli affitti, mentre non conosce esattamente quale è il patrimonio comunale.

Foto0110Giuseppe Nobile, prima ha annunciato il suo voto contrario, poi si è assentato in fase di votazione. Avrà avuto improvvisi impegni.

Antonio Palumbo, considerato il tempo alquanto ridotto per studiare la proposta e non volendo votare a scatola chiusa ha anticipato il suo no nella votazione.

Giuseppe Bellavia non ha fatto sconti al sindaco, bocciando tutta la sua attività e ha ricordato come l’ordinario a Favara diventi straordinario ed emergenza. Si è preferito aumentare le tasse piuttosto di ricorrere alle energie rinnovabili per aumentare le entrate.

Per Giacomo Di Stefano i ritardi alzano un muro tra l’Amministrazione e il Consiglio.

Gero Castronovo si augura di passare presto dalle parole ai fatti.

Ovviamente, gli interventi sono riportati in estrema sintesi, ma danno, comunque, l’idea che le cose sono cambiate.

C’è un Consiglio comunale attento e meno distratto e Manganella ne dovrà tenere conto.

Foto0112Sasà Manganella ha risposto ad ogni singolo intervento dei consiglieri.

E ha precisato che si sta rispondendo alla Corte dei conti “per un conto consuntivo della Amministrazione comunale che ci ha preceduti. La responsabilità non è di questo sindaco .

Noi – ha continuato Manganella – siamo stati chiamati a proiettare nel futuro la correttezza della spesa per evitare di trovarci nelle stesse condizioni. Sul ritardo, i signori capigruppo sanno che abbiamo fatto 4 o 5 incontri nei quali abbiamo illustrato le problematiche e raccolto i vari suggerimenti arrivati dai gruppi.

Non è il libro dei sogni, ma è un programma che non affrontiamo con leggerezza. Sono misure strutturali che dovranno essere rispettate negli anni a venire”.

Il vero problema non sono le risposte da dare alla Corte dei conti, ma è quello di non caricare altri aumenti delle tasse e tagli di servizi ai favaresi, che non ce la fanno più a sostenere il peso di una politica spendacciona e improduttiva.