giovedì, 12 Marzo 2026
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    Formazione, Riparte confronto Governo e Associazione enti datoriali?

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    Lo Bello se ci sei batti un colpo

    PREOCCUPA IL FUTURO DEL SETTORE. ANFOP, ASEF, ASSOFOR, CENFOP, FORMA SI RIVOLGONO ALL’ASSESSORE LO BELLO, AL DIRIGENTE GENERALE SILVIA ED AI PRESIDENTI GRECO E DINA DELLE COMMISSIONI LAVORO E BILANCIO ALL’ARS

    Programmazione del Piano formativo per l’annualità 2015/2016, avvio della prima annualità IeFP (Istruzione e Formazione professionale) 2014/2015, indirizzata ai minori in obbligo scolastico e rendicontazione della prima annualità del Piano Giovani (seconda annualità Avviso 20/2011).
    Sono i punti critici contenuti di una nota trasmessa ieri all’assessore regionale per l’Istruzione e la Formazione professionale, Mariella Lo Bello ed al dirigente generale al ramo, Gianni Silvia, a firma dei legali rappresentanti delle associazioni degli enti formativi Anfop, Asef, Assofor, Cenfop e Forma.
    Le associazioni datoriali sanno bene che al 31 luglio 2015, termine ultimo per il completamento delle attività formative, senza un nuovo piano di offerta formativa dovranno procedere al licenziamento del personale dipendente.
    Per tale ragione hanno preso carta e penna ed hanno trasmesso una seconda nota, sempre ieri, indirizzata questa volta al presidente della Commissione Cultura e Lavoro all’Ars, Marcello Greco ed al presidente della Commissione Bilancio e Finanza, Nino Dina.
    Lettera nella quale le associazioni datoriali chiedono di essere convocate in audizione contestualmente all’assessore all’Istruzione e Formazione Professionale ed ai rappresentanti sindacali di categoria. I motivi sono sempre gli stessi e strettamente legati alla urgente programmazione del Piano formativo 2015/2016 e al grave stato di crisi in cui continua a versare il comparto della Istruzione e Formazione professionale, in prossimità della chiusura della seconda annualità del Piano Giovani prevista per il 30 luglio 2015.
    In assenza di atti amministrativi vincolanti potrebbe davvero profilarsi il licenziamento di circa 2 e 500 lavoratori, che andrebbero ad aggiungersi ai 3500 ad oggi posti fuori dal mercato a causa delle scelte assunte negli ultimi due anni dal Governo del presidente Rosario Crocetta.
    E mentre l’emergenza tocca livelli mai immaginati precedentemente, sono 3500 gli operatori licenziati, ma l’assessore Lo Bello, secondo taluni enti gestori, continua ad atteggiarsi come un’anguilla rinviando il confronto alle ‘calende greche’, per usare un’espressione cara all’imperatore romano Augusto.

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