Una cosa è l’inosservanza delle regole, altro è comportarsi da porci con le sembianze umane.

In tutte le società c’è la presenza, piccola o grande, di chi non ce la fa proprio a rispettare le regole. Dalle dimensioni del gruppo si misura, poi, il grado di civiltà di un popolo.

A Favara, inutile nasconderlo, la presenza di incivili è significativa. Ciò che sta accadendo, in particolare, con il conferimento proposto dall’amministrazione che ha scatenato un’orda di barbari sta mortificando il territorio e i suoi abitanti. Barbari che non hanno rispetto per l’ambiente, per la salute, per loro stessi. E tra questi c’è una punta avanzata, un gruppo che ha fatto il salto di qualità passando dall’incivile all’essere porci che depositano i rifiuti lungo il muro e nella piazzetta del cimitero.

Si va in quel luogo consacrato per pregare e posare fiori, mentre i porci all’esterno lasciano la spazzatura. Ha quasi lo stesso destino la Chiesa Madre, con alcuni che trovano più comodo e intelligente non depositare la spazzatura davanti all’ingresso della loro abitazione, ma nell’angolo della casa di Dio.

Porci che vanno scoperti e puniti. Di più, vanno mortificati pubblicamente.

Dovremmo indignarci e passare dal lamentarci addosso all’azione, cercando di dare un nome e un cognome ai porci, considerato che le istituzioni fanno nulla o poco. E il loro nulla non ha spiegazione, ché le discariche abusive vengono bonificate aggiungendo spese straordinarie alle ordinarie. Mentre si risparmierebbe con un opportuno controllo del territorio.

Nel gioco delle parti, noi popolo dovremmo, comunque, fare la nostra, azzerando la tolleranza e denunciando in tutte le forme i porci.

Questi animali portano la loro spazzatura ai nostri morti.