“Il Natale è un appuntamento importante con la tradizione e con la nostra vocazione turistica. Ogni singolo cittadino nella sua abitazione, in ogni vetrina commerciale si vive l’evento. Chi rinuncia al Natale è l’amministrazione comunale”. A parlare è Francesco Picarella Presidente regionale della Confcommercio, e ha ragione da vendere in considerazione della inadeguata attenzione all’immagine e all’accoglienza della Città dei Templi nella parte che ricade interamente sulla guida amministrativa di Agrigento.   
“Agrigento – continua Picarella –  con le aspettative deluse in primis da parte dei commercianti che aspettavano il Francesco-Picarella-periodo natalizio per attirare più gente ed invece vedono sfuggire i loro clienti altrove. A parte le iniziative di singoli cittadini e di alcune prodigiose associazioni, Agrigento respinge i turisti e li spinge a fare acquisti altrove, dove le città hanno atmosfera di festa. Qui invece assistiamo alla mancanza assoluta di eventi attrattori a fare da traino alle attività commerciali. Tradizione vuole che la festa dell’Immacolata coincida con l’accensione delle luminarie in via Atena. Ma ad Agrigento, probabilmente per colpa di una burocrazia sempre lenta e farraginosa, il Natale è ancora lontano. Nonostante il municipio incassi i proventi della tassa di soggiorno, la città dei templi a metà dicembre è ancora senza luminarie, ma soprattutto senza una programmazione adeguata”.

A nulla valgono le giustificazioni di una città con le casse vuote, proprio perché sull’immagine della città ciò che si spende è un investimento e non uno spreco. E Picarella cita una per tutte “la tassa di soggiorno che ha registrato entrate per circa 1ml di euro”.

Il territorio ha in se la vocazione turistica con le sue ricchezze culturali e ambientali, che ha poco valgono se restano soffocate da una politica che non investe su di loro, con le fette di prosciutto sugli occhi.

E’ un grido di allarme e non l’unico di Francesco Picarella, che ha lo scopo di svegliare e stimolare gli amministratori pubblici, che, attenzione, non decidono solo sul destino di Agrigento, ché si trascinano dietro anche quello delle città vicine come Favara, Aragona, Comitini, Raffadali, Joppolo, Porto Empedocle e altri, che risentono degli effetti di una Agrigento che richiama il turismo rispetto ad una Agrigento che non fa dell’accoglienza il primo obiettivo.

scozzari“Io sto con Picarella” dice Giuseppe Scozzari, noto avvocato e per due legislature deputato nazionale.

Scozzari oggi è un illustre cittadino lontano anni luce dalla politica che non frena il suo disappunto, come tanti altri agrigentini, e non fa sconti a Firetto e alla sua Giunta.

“L’amministrazione comunale – dice Giuseppe Scozzari – sindaco in testa non hanno nemmeno la dignità di chiedere scusa alla città e vergognarsi per avere negato uno dei momenti più belli dell’anno ai cittadini! Io sto con Confcommercio! Ovunque è Natale tranne ad Agrigento!”

Dicevamo, per l’appunto, senza sconti e dunque… “Io sto con la Confcommercio – continua – molte attività commerciali non aspettano che il periodo natalizio per recuperare dalla pesante crisi che avvolge la città! Invece trovano il nulla assoluto!

Non un mercatino, non una luminarie (tranne quella di Franco Micciché e la mia di Palazzo Grasso), non un’isola pedonale! Tutto scorre nello squallore, nella sporcizia, nell’indifferenza e sotto gli occhi del sindaco e dell’amministrazione comunale!”

“Palermo città splendida – conclude Giuseppe Scozzari – che rinasce con intelligenza e zero finanziamenti comunali, ma attraverso le sinergie tra Orlando e la città . Sindaco e Giunta se non volete proprio andare a casa, andate a scuola da Leoluca Orlando, ma evitate di continuare ad uccidere oltre che le speranze, anche i sogni dei bambini di questa città che vorrebbero vivere un Natale come i bambini delle altre città”.

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