Favara – La tomba del garibaldino, strano a dirsi, faceva parte dell’elenco dei loculi che dovevano essere liberati alla scadenza del periodo della concessione.

Lo strano a dirsi è perché ospitava un favarese che nel 1866 ha combattuto a fianco di Garibaldi. Un volontario che ha creduto nell’Italia unita. Si legge nella lapide: “Milite della libertà valorosamente combatté con Garibaldi nel 1866”.

Adesso, i resti mortali del garibaldino si trovano nell’ossario del cimitero e la sua lapide è stata salvata grazie all’interesse dei custodi del cimitero, viceversa non esisterebbe più.

Il culto del passato è importante e quando manca, quasi spesso, non si è orgogliosi del presente e fiduciosi del futuro.

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