Il Voltano ha affittato, per trenta anni, un ramo della sua azienda a “Acque del Voltano società cooperativa” il 21 Giugno del 2018. 

A questo punto, non pochi si chiederanno il perché se ne parla dopo circa nove mesi. Alla precisa domanda diverse possono essere le risposte, noi diamo la più semplice: l’abbiamo saputo adesso e solo per averla cercata.

Ci occupiamo costantemente di servizio idrico nell’agrigentino e del Voltano. Dovrebbe essere un’informazione agevole con gli Enti disponibili a comunicare alla stampa, ma, in alcuni casi non è, purtroppo, così.

L’informazione di oggi non ci è mai arrivata, l’abbiamo cercata e seppure in notevole ritardo diamo la notizia all’opinione pubblica e, in particolare, ai cittadini dei dieci Comuni che fanno parte della società a capitale pubblico “Voltano”, precisamente i contribuenti dei Comuni soci, San Biagio Platani, Sant’Angelo Muxaro, Sant’Elisabetta, Raffadali, Joppolo, Aragona, Comitini, Favara, Agrigento e Porto Empedocle, che è stato affittato un ramo d’azienda. Abbiamo anche chiesto ad alcuni sindaci di questi Comuni se conoscessero la vicenda, in parte la sconoscevano, altri l’avrebbero saputo. Sembrerebbe, ad ogni modo, che non ci sia stata una assemblea convocata sull’argomento.

Ovviamente, l’affitto del ramo d’azienda è avvenuto nel rispetto della legge e delle regole.

La notizia vuole sottolineare il silenzio, il non informare adeguatamente l’opinione pubblica su fatti importanti quali sono quelli relativi al servizio idrico nell’agrigentino.

E l’opinione pubblica pretende di sapere tutto dal Voltano perché è una società a capitale pubblico e perché fa parte anche di Girgenti acque. Lo stesso amministratore unico del Voltano è l’attuale presidente di Girgenti acque.

Il Voltano, oggi, è una società che ha ceduto a copertura di un debito ad un privato il 13 per cento delle azioni tenute in Girgenti acque e nel 2009 ha anche ceduto il suo sistema acquedottistico all’Ati idrico e a Girgenti acque, tenendo per se la gestione diretta di sole 1.934 utenze.

Adesso, la società ha voluto separare le attività inerenti “la gestione del servizio idrico dalla gestione patrimoniale dell’Ente, intesa quale attività finalizzata all’adempimento dei debiti ed alla riscossione dei crediti”. Acque Voltano ha la gestione del servizio idrico reso all’utenza. E per questo il “Voltano spa intende affidare la prosecuzione del servizio ai propri dipendenti organizzati nelle forme associative previste dalla legge”.

“Il modello negoziale prescelto allo scopo è quello dell’affitto di ramo d’azienda”. In questo senso, il 5 Gennaio 2018 i dipendenti del Voltano hanno costituito la società Cooperativa Acque del Voltano.

“La durata del contratto d’affitto del ramo d’azienda è convenuta in anni trenta con inizio dal primo luglio 2018  e scadenza il 30 giugno 2048”. Mentre, “il canone annuale per l’affitto del ramo d’azienda è pattuito e determinato in misura pari al 15 % degli incassi netti realizzati dal Gestore”.

Si legge nel contratto tra il Voltano e la cooperativa, che tutto ciò è stato fatto per la “salvaguardia degli attuali livelli occupazionali”. Una finalità assolutamente nobile per la quale valeva la pena diffondere la notizia nell’immediatezza, avrebbe avuto il favore dell’opinione pubblica. Del resto, si comprendono facilmente le ragioni che hanno portato i tre dipendenti ad accettare il pesante carico pur di salvare il lavoro. E ancora, chi altri avrebbe accettato di gestire un servizio per conto di una società a capitale pubblico sulla quale i sindaci devono decidere su un eventuale scioglimento e messa in liquidazione.

Al momento, non possiamo che aspettare le reazioni dei sindaci dei dieci comuni soci del Voltano, che adesso sanno, per raccontarvi il resto della storia, ovviamente, se un resto ci sarà.