La sindaca ha istituito con delibera di giunta l’area pedonale in Piazza Cavour e in Piazza dei Vespri, adesso i commercianti chiedono all’amministrazione comunale la formazione “di un tavolo tecnico urgente per discutere nel merito di tali provvedimenti”.

Piazza Cavour è, intanto, una sorta di bicchiere di cristallo, bello a vedersi e facile a rompersi, dove basta un minimo per invogliare o dissuaderne la frequentazione.

La piazza centrale della città è ritornata ad essere, dopo decenni, il luogo di incontro preferito dai giovani, dai meno giovani e dalle famiglie di Favara e non solo.

A farla rivivere sono coraggiosi investitori che hanno aperto gelaterie, bar, ristoranti, hotel, b&b, pizzerie e hanno cercato sempre di attirare l’interesse dei visitatori attraverso le organizzazioni di spettacoli.

In pratica, ciò che sta accadendo in questa calda estate nei vicini comuni di Naro, Joppolo Giancaxio, Castrofilippo, Aragona, Raffadali, a Favara è avvenuto già da qualche anno. Avrà fatto scuola? Non lo sappiamo e non è interessante saperlo, ciò che è rilevante è il fatto che alla luce che si accende in altre città, corrisponde lo spegnimento di quella di Favara, dove al momento non è previsto quasi nulla rispetto al calendario delle manifestazione degli anni scorsi.

In questo periodo non certamente facile si cala la decisione dell’amministrazione comunale di istituire l’isola pedonale. Mentre proprio pochi giorni fa la sindaca, in occasione della crisi politica, dichiarava la sua volontà di aprirsi alla città e al confronto diretto con i cittadini.

“Nel corso degli ultimi anni – scrivono i commercianti nel loro documento – il confronto e la collaborazione tra il pubblico ed il privato, e nello specifico tra le amministrazioni comunali(al di là, del colore politico) e gli operatori che hanno investito nella piazza e nell’immediato circondario hanno portato buoni frutti a tutta la comunità favarese in termini economici e sociali”.

“Per tali motivi riteniamo che l’interruzione di questa collaborazione, possa avere conseguenze disastrose (come la perdita di posti di lavoro o lo smantellamento di una realtà che sta già attraversando un momento di difficoltà).Confidiamo quindi che si possa aprire nell’ immediato un tavolo di discussione, convocato da lei al palazzo di città, ove le istanze e le ragioni di noi tutti possano essere soppesate, i provvedimenti presi (se necessario)modificati e condivisi nell’ interesse generale della collettività”.