Prima della “fuga” dalla maggioranza di sei consiglieri del M5s, Anna Alba poteva contare su tredici consiglieri sui 24 che compongono il Consiglio comunale di Favara, adesso la situazione si è capovolta. Sono oggi 17 i componenti dell’opposizione e 7 quelli della maggioranza.

L’opposizione non ha più abili può proporre la sfiducia o decidere di continuare governando pienamente Favara. Alla sfiducia non credo perché per alcuni consiglieri la carica politica rappresenta un reddito al quale non vogliono o non possono rinunciare. Rimane la seconda ipotesi, quella di amministrare la città. Possono fare tutto, proporre direttamente e approvare ciò che ritengono sia a favore della collettività.

L’aula Falcone Borsellino può decidere sul personale dell’Ente, può organizzarlo e fare funzionare al meglio la macchina burocratica, può disporre attraverso l’approvazione e la modifica dei regolamenti maggiori controlli sul territorio, sul commercio a posto fisso e su aree pubbliche, può incidere sulla viabilità e per farla breve può rivoluzionare Favara.

Può, persino rendere disoccupata la stampa che continua a fare opposizione in sostituzione dei titolari.

Anna Alba, dal canto suo, ha fatto sapere che cercherà di formarsi una nuova maggioranza così come il movimento ha fatto a Roma. Non le sarà facile salvo clamorosi cambi di casacca, dovrebbe l’opposizione storica transitare in blocco tra ciò che rimane del M5s.

Due sono le strade per scansare il fallimento pure dell’opposizione, dopo quello conclamato dell’amministrazione. La prima è la sfiducia, la seconda governare al maglio la città, la terza strada è una mala figura di immane proporzione.

Oltre alla mala figura, sarebbe un danno di significativa importanza continuare a babbiari ché si rischia il commissariamento della città e un secondo dissesto finanziario con conseguenze ancora più gravi per l’economia locale, per le famiglie e, di più, per i giovani che nessuno vuole abbandonino Favara. Si deve dare certezza ai pochi coraggiosi investitori attraverso scelte politiche valide ed efficaci senza curarsi di amici e parenti.

Aspetteremo e vedremo nella speranza di non esercitare noi stampa, questa volta, il ruolo di opposizione all’opposizione piuttosto di raccontarne i successi.