Dall’inizio dell’anno la sindaca di Favara Anna Alba ha emesso una serie di ordinanze di divieto di conferimento della frazione organica dei rifiuti  che hanno creato notevole disagio nella popolazione.

In totale sono state 8 le Ordinanze sindacali che hanno variato il calendario di raccolta dei rifiuti solidi urbani che ha eliminato la frazione organica.
Nel particolare si tratta delle Ordinanze: n.48 vida dal 18 al 24 aprile; n. 50 dal 25 aprile al 2 maggio; n. 65 dal 23 al 28 maggio. Divieto di conferire organici che con l’ordinanza n. 68 viene estesa fino a data da destinarsi, seguita dalla n.75 che proroga il divieto fino al 3 giugno. Quindi l’ordinanza n. 108 che impone il divieto dal 20 luglio al 10 agosto, esteso fino al 31 agosto con l’ordinanza n. 133. Si arriva, infine (si fa per dire) all’ordinanza n. 139 dello scorso 2 settembre che proroga il divieto di conferire la frazione organica fino al 19 ottobre. Praticamente dal primo gennaio 2019 al 19 di ottobre del 2019 ( data di scadenza della ordinanza numero 139) ci sono 292 giorni e i cittadini di Favara non hanno potuto (si fa per dire) conferire l’umido per 128 giorni praticamente oltre il 42% dei giorni totali. Cosa mai successa e che non ha riscontro in nessun altra città dello stesso ambito.
Evidentemente c’è qualcosa che non va. Come si legge in tutte le ordinanze la motivazione è da ricercare nella chiusura del centro di conferenza del della frazione organica di Lercara Friddi per cui la ditta non può conferire i rifiuti. Ma i cittadini non possono certo tenerseli a casa per cui lo sanno tutti ad iniziare dalla sindaca, da chi è preposto alla raccolta o al controllo che l’organico viene inserito nella frazione secca non differenziata, che va a gravare sul conferimento nella discarica e fa diminuire notevolmente la percentuale di differenziato con tutte le conseguenze previste da chi non rispetta certi parametri. Per cui emanare 8 ordinanze di divieto non risolve certamente il problema ed è successo, con questi numeri, ripetiamo, solo a Favara.