giovedì, 12 Marzo 2026
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    I Padri Vocazionisti dell’istituto Roosevelt non dovranno risarcire danni

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    La vicenda riguarda l’ ex istituto Roosevelt di Palermo, del quale fu cappellano nel 1967 padre Pino Puglisi.

    L’istituto Roosevelt

    Com’è noto, l’istituto è stato costruito nel lungomare Cristoforo Colombo di Palermo grazie ai fondi devoluti dagli operai italiani a sostegno degli orfani di guerra in Sicilia, per ospitarvi le aule di una scuola professionale, ed è stato inaugurato dell’estate del 1948.

    Successivamente divennero proprietà della Regione Sicilia che li diede in concessione ai Padri Vocazionisti (congregazione religiosa della Società Divine Vocazioni) che li utilizzarono per le colonie estive, oltre che come orfanatrofio.

    In seguito ci furono altre e diverse alterne vicende, anche con riferimento alla titolarità dei locali, tra cui quella giudiziaria del sequestro e del processo civile.

    Il giudizio per risarcimento danni

    La congregazione religiosa Societa’ Divine Vocazioni è stata riconosciuta esente da ogni responsabilità in relazione alla gestione del sequestro del complesso Roosevelt : il tribunale di Palermo ha infatti respinto la richiesta di risarcimento danni da 2,2 milioni di euro.

    La richiesta era stata avanzata dalle società Medieuro, Impulso e Coster davanti al giudice civile del tribunale di Palermo in relazione ai fatti della vicenda giudiziaria del sequestro dei padiglioni Roosevelt.

    In verità, nel 2023, le società predette avevano chiesto al Tribunale di Palermo la condanna del Ministero dei Trasporti, del Ministero dell’Interno e dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente al pagamento della somma di Euro 2,2 milioni per i danni subiti a seguito della perdita e del deterioramento di beni strumentali custoditi nei padiglioni del complesso immobiliare Roosevelt, sottoposti a sequestro penale nel 2008.

    Nello specifico, le società attrici deducevano che i danni subiti sarebbero derivati dalla mancata tempestiva esecuzione del dissequestro del complesso immobiliare, imputabile alle amministrazioni convenute.

    La chiamata in causa dei Vocazionisti

    Nell’ambito del giudizio, veniva chiamata in causa anche la congregazione religiosa Società Divine Vocazioni.

    Ciò, in quanto le società attrici avevano sostenuto che la congregazione, originaria concessionaria del complesso immobiliare Roosevelt, avesse omesso di adottare le necessarie misure di custodia dei beni mobili durante il periodo di sequestro, contribuendo alla loro perdita e/o deterioramento, ipotizzando, altresì, una responsabilità indiretta per il ruolo di Padre Nuzzo Ciro, custode giudiziario dei beni sequestrati e presunto membro della congregazione.

    La difesa dei legali

    La congregazione religiosa Societa’ Divine Vocazioni si costituiva nel giudizio, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza.

    I quali deducevano e documentavano che la congregazione non aveva mai avuto alcun obbligo di custodia sui locali, sequestrati nel lontano 2008, all’interno dei quali sarebbero stati collocati i beni mobili di proprietà delle società attrici, né mai avrebbe potuto consentire l’accesso ai locali in questione. Infatti, la predetta congregazione religiosa -sostenevano i legali, avvocati Rubino e Piazza–  a far data dal provvedimento di sequestro, ma anche in epoca antecedente, non aveva mai avuto la disponibilità giuridica e/o materiale dei locali in questione né tantomeno li aveva mai detenuti e/o amministrati – a titolo di custode giudiziario.

    Ed inoltre, gli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza eccepivano che Padre Nuzzo Ciro, nominato custode giudiziario nel 2008, non aveva mai rivestito -in seno alla Societa’ Divine Vocazioni-  alcuna carica societaria di rappresentanza, di amministrazione o di direzione né tantomeno alcuna qualifica di socio.

    La sentenza

    Con sentenza del 12 maggio 2025, il Tribunale di Palermo, in accoglimento alle tesi difensive dell’avv. Girolamo Rubino, ha accertato che la congregazione religiosa Societa’ Divine Vocazioni è estranea ai fatti ed è priva di qualsivoglia responsabilità nella gestione dei beni sequestrati.

    Oltre al rigetto delle domande di risarcimento danni ammontanti a 2,2 milioni di Euro anche nei confronti delle altre Amministrazioni convenute, il Tribunale ha condannato le società attrici al pagamento delle spese legali in favore della congregazione religiosa, pari a 24.668 euro oltre oneri accessori. ​

     

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