Ieri, venerdì 23 maggio alle ore 17:00, ha richiamato un numeroso pubblico la presentazione del corposo libro “I Cafisi 1719-1973” di Carmelo Antinoro.
L’evento ha attirato un pubblico interessato e numeroso, confermando l’importanza della ricerca storica e del legame tra la comunità favarese e la famiglia Cafisi.

A moderare l’incontro è stato Pasquale Cucchiara, che ha introdotto l’autore ricordando le sue precedenti opere e il costante impegno di Carmelo Antinoro nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale di Favara.

Cucchiara ha sottolineato l’inestimabile lavoro di Antinoro nella raccolta di dati anagrafici dei favaresi: un database che comprende oltre 57.500 schede dal 1567 agli anni ’50 del secolo scorso, con un censimento di 1196 cognomi, di cui il 44,98% ancora esistenti. Ha, inoltre, ricordato il contributo dell’autore nella conservazione e nel restauro di importanti edifici storici, come il Castello Chiaramonte ( 2001), le chiese del Rosario e del Purgatorio e tanti altri

Il moderatore ha, infine, spiegato che ogni capitolo riporta una vite su una cornice, dove la vite simbolo di vita e prosperità rappresenta la famiglia Cafisi e la cornice il contesto storico in cui ha operato.

Successivamente, l’agronomo Germano Boccadutri ha evidenziato come il libro, oltre a ricostruire dettagliatamente la storia dei Cafisi, offra anche uno spaccato dell’evoluzione sociale, economica e finanziaria della Sicilia.

Il professor Calogero Brunetto, presidente della Società Agrigentina di Storia Patria e autore della prefazione del volume, ha definito la pubblicazione una miniera di informazioni antropologiche e sociologiche.

L’assessore alla cultura, Carmen Lo Presti, in rappresentanza dell’ amministrazione comunale, ha mostrato l’atto di giunta con il quale, su proposta del sindaco Antonio Palumbo, nella mattina è stato deliberato il conferimento a Carmelo Antinoro il Premio Benemerenza “Città di Favara” per il suo contributo alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città. Notizia accolta dagli applausi dei presenti e dalla commozione di Antinoro.

Nel corso della presentazione, Antinoro ha illustrato il contenuto del libro attraverso l’uso di slide, partendo dall’albero genealogico della famiglia Cafisi per dimostrare quanto essa abbia influenzato la storia locale. 
L’autore ha evidenziato come i Cafisi fossero una famiglia profondamente cattolica e credente, con numerosi sacerdoti, arcipreti e monache tra i suoi membri. Si distinsero per la loro posizione sociale e la loro opulenza, ma non ebbero meriti filantropici rilevanti. Furono i primi a portare il telefono e l’automobile a Favara, dimostrando grande attenzione all’innovazione. Tuttavia, la loro gestione del patrimonio architettonico non fu improntata alla conservazione storica: furono speculatori attenti che utilizzarono le strutture di loro proprietà, come il Castello Chiaramonte, la cinta fortificata con la torre e l’ex chiesa dei Santi Cosma e Damiano, a fini esclusivamente economici, apportando modifiche, demolendo e ricostruendo secondo logiche speculative.

La presentazione ha suscitato grande partecipazione e curiosità tra i presenti, dimostrando la centralità della ricerca storica e della memoria collettiva nella costruzione dell’identità locale.

Immagine di copertina realizzata da Giuseppe Vitello, presidente Aido Comunale Favara “N. Papa S. Urso”.











