La cronaca sulla situazione di Favara la facciamo raccontare alle foto, così per evitare montagne di menzogne utilizzate ad arte per non ricevibili giustificazioni.




Ci fermiamo un attimo con la cronaca delle foto per soffermarci sull’Articolo 3 – OGGETTO DELL’APPALTO E MODALITÀ DI AFFIDAMENTO
“Il presente appalto ha per oggetto i servizi di spazzamento, raccolta e trasporto presso gli impianti di smaltimento – trattamento – recupero dei rifiuti solidi urbani e speciali assimilati agli urbani, come definiti dall’art. 184 del D. Lgs. 152/2006, con esclusione dei costi di trattamento/smaltimento dei rifiuti presso gli impianti autorizzati.
I servizi dovranno essere svolti dall’Appaltatore secondo le modalità indicate nell’offerta, come aggiudicata, su tutto il territorio indicato, coincidente con il territorio dei 9 Comuni in oggetto indicati.
Il servizio oggetto di affidamento comprende i seguenti servizi di base:
1. raccolta differenziata di organico, carta, vetro, plastica, lattine e secco residuo presso tutte le utenze domestiche e non domestiche dei comuni, tramite servizi “porta a porta” e stradali di prossimità (nelle piccole frazioni, negli agglomerati esterni, presso le case sparse e nelle zone periferiche) compresa la fornitura di attrezzature e/o contenitori utili al servizio, trasporto e conferimento negli impianti convenzionati;
2. lavaggio, disinfezione periodica interna ed esterna e manutenzione di tutti i cassonetti stradali;
3. spazzamento, svuotamento cestini e scerbamento, da eseguirsi sia manualmente sia con mezzi meccanici, delle strade, marciapiedi, piazze ed aree pubbliche, compresi i cimiteri comunali”
I 9 Comuni citati dell’ATO 4 Agrigento Est sono: Agrigento, Aragona, Comitini; Castrofilippo, Grotte, Favara, Lampedusa-Linosa, Licata e Racalmuto,
Dovrebbe essere lo stesso servizio nelle nove città e la stessa qualità. Ed invece, chiaramente, non è cosi.
Al danno la beffa, senza lo scerbamento non è possibile spazzare e pulire i luoghi, ridotti a giungla.


Quello che mostrano le immagini è il risultato di un lavoro previsto e pagato dai cittadini.
Da quanto tempo non si scerba?
In via Giovanni XXIII come nella stragrande maggioranza di casi, le erbacce rendono inutilizzabili i marciapiedi e la gente deve camminare tra le auto.
I danni più evidenti sono il degrado, l’immagine devastata della città, la sicurezza, la poca igiene e il disagio per chi soffre di particolari allergie.












