mercoledì, 14 Gennaio 2026
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    Concorso per meccanici all’AMAT: candidato inidoneo, è riammesso dal giudice

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     Il giudice del lavoro ha condannato l’AMAT, azienda di trasporto partecipata del Comune di Palermo, a far svolgere nuovamente la prova orale a un candidato dichiarato inidoneo.

    Il caso

    Nel dicembre del 2023, l’Azienda di trasporto pubblico palermitana indice una selezione per l’assunzione di dieci meccanici.

    Al fine di provvedere alla selezione dei candidati più meritevoli, l’Azienda prevede una sola prova orale inerente a svariate materie e argomenti attinenti al profilo ricercato.

    Uno dei concorrenti, nel partecipare alla succitata selezione, evidenzia di aver già svolto le mansioni di meccanico presso la stessa Amat, con contratto di somministrazione.

    Nell’ottobre del 2024, questo concorrente svolge proficuamente la prova orale, attingendo alle competenze da lui abbondantemente maturate anche nell’ambito dell’attività lavorativa presso l’AMAT.

    Dopo oltre sei mesi dallo svolgimento della prova orale, l’Azienda pubblica l’elenco degli idonei, tra i quali il concorrente in questione, con sua sorpresa, non figura.

    Il ricorso al giudice

    A questo punto, egli conferisce mandato difensivo agli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Gatto che, al fine di contestare i risultati del concorso, propongono ricorso cautelare (ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile) davanti al Giudice del Lavoro di Palermo.

    In particolare, gli avvocati Rubino e Gatto contestano la legittimità della procedura, con riguardo al fatto che l’Azienda non aveva mai pubblicato i criteri di valutazione della prova orale dei candidati.

    In questo modo, i candidati non avevano alcun parametro per valutare la legittimità della votazione conseguita e la Commissione avrebbe potuto rendere le valutazioni più illogiche e disparate.

    L’ordinanza cautelare

    Il Tribunale di Palermo, sez. Lavoro, condividendo le tesi degli avvocati Rubino e Gatto, con ordinanza adottata in esito all’udienza del 29.07.2025, accoglie così il ricorso, condannando l’AMAT a far svolgere nuovamente la prova orale al concorrente, con l’adozione dei relativi criteri di attribuzione del punteggio.

    Con il medesimo provvedimento, il Tribunale di Palermo ha altresì condannato l’AMAT al pagamento delle spese di lite.

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