La gestione dei rifiuti costituisce per i Comuni una assoluta priorità. Essa infatti incide sulla salute dei cittadini. Pertanto, non ha rilievo giuridico la insufficienza delle risorse, dovendo le stesse essere destinate in via prioritaria al soddisfacimento di queste esigenze, rispetto ad altre.
E’ la massima che si puo’ trarre da una recente sentenza della Corte di Cassazione Penale che può agevolmente essere letta cliccando qui.
In altri termini: le strade, le piazze e i luoghi del territorio comunale devono essere tenuti costantemente puliti, in quanto ciò costituisce un obbligo specifico del sindaco.
Infatti, trattandosi di materia che può incidere sulla salute (che è interesse di rango costituzionale), sussiste un obbligo non derogabile per i sindaci e i responsabili comunali del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Tra l’altro nella sentenza vengono richiamate pronunce giurisprudenziali analoghe, tanto da poter ritenere che ormai si è consolidato questo principio: le risorse finanziarie devono essere destinate prioritariamente, dai Comuni, alla tutela dei beni pubblici prioritari (tutelati dalla Costituzione) come la salute o il rispetto dell’ambiente.
Il caso specifico riguarda l’omessa eliminazione di scarichi inquinanti, da parte del Comune, adducendo, come motivazione principale, che non potevano essere realizzati i depuratori per la mancanza delle necessarie risorse finanziarie.
La Cassazione ha così confermato la condanna del tribunale nei confronti del sindaco e del responsabile dell’UTC del Comune in questione.
Qui il caso riguarda gli scarichi di acque reflue industriali e rifiuti speciali, ma il discorso può essere serenamente allargato anche al persistere di discariche abusive nei centri urbani, al continuo “rogo” di rifiuti accumulati in zone disabitate o poco abitate della città, etc…
Non troverebbe, dunque, giustificazione, la discarica abusiva di rifiuti in una zona del centro storico di Favara che minaccia seriamente la salute pubblica.
Tra l’altro la presenza di rifiuti c’è da anni, anche se solo dal novembre del 2023 è sotto il faro dell’attenzione pubblica, grazie al sopralluogo dei Carabinieri della locale Tenenza.
Sul problema si è consumata una seduta aperta del Consiglio Comunale con la partecipazione dell’ex prefetto di Agrigento, dottore Romano, che in quella occasione dettò le linee guida: censimento della popolazione residente nella zona; censimento degli immobili a rischio crolli; elaborazione progetti per ottenere i finanziamenti necessari al Comune per la bonifica del sito.
La Cassazione impone, comunque, di eliminare immediatamente tutto ciò che possa costituire un pericolo per la salute pubblica.
I cittadini di Favara aspettano il rispetto della legge e dei loro diritti per credere nella legalità.











