E’ agrigentino, Leandro Picarella, il regista del film Sciatunostro.
E compete al concorso internazionale Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani. Nell’ambito del Rome Film Fest, ovvero del Festival del Cinema di Roma.
Applausi del pubblico e consenso della critica
Il suo film è stato presentato ieri ed è stato acclamato convintamente da pubblico e critica.
Nel momento celebrativo sul red carpet è stato un vero e proprio trionfo per Leandro Picarella, il cast del film, i tecnici. E, durante la proiezione, la sala -gremitissima- non ha certo risparmiato applausi. Numerosi, vigorosi e lunghi applausi del pubblico, davvero convinto dal film presentato e proiettato.
Ed oggi c’è stata la prosecuzione della celebrazione del film, del regista, degli attori, dei tecnici, tra cui quello del montaggio, il bravissimo Rocco Giurato: celebrazione a cura dei critici della RAI, delle emittenti televisive, dei maggiori quotidiani, delle riviste specializzate.
Il concorso Progressive Cinema
Il Festival del Cinema, a Roma, è iniziato mercoledì scorso e si concluderà domenica 26 ottobre. E’ giunto alla XX^ edizione e si svolge prevalentemente all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, coinvolgendo tuttavia numerosi altri siti e realtà culturali della Capitale.
E’ prodotto dalla fondazione Cinema per Roma e promossa da Roma Capitale, Regione Lazio, Cinecittà (in rappresentanza del Ministero della Cultura), Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma e fondazione Musica per Roma, il Festival del Cinema si svolge in collaborazione con Alice nella città, Cineteca di Bologna, Centro Sperimentale di Cinematografia e MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.
Nell’ambito del Festival, si svolge il Concorso internazionale Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, al quale partecipa il Sciatunostro di Leandro Picarella.
Il film Sciatunostro
Il film ha come location il mediterraneo che circonda Linosa e la stessa isola (che d’inverno ospita poco più di un paio di centinaia di abitanti) dove nasce la storia di Ettore e Giovannino, due ragazzini di 11 e 7 anni, amici inseparabili, che passano l’estate insieme, tra i riti dei tuffi in mare, le pratiche e il lavoro dei pescatori e l’arrivo dei traghetti che è sempre una festa.
Ettore purtroppo deve andare a scuola sulla terraferma e i due non potranno più stare insieme, a condividere giochi, curiosità, amicizia. E a Giovannino, rimasto senza l’amico, non resta che il ricordo dei bei momenti passati con Ettore. Ricordo che lo amareggia, tanto che si aggrappa a ciò che può fermare il tempo: le immagini filmate dall’ anziano videoamatore linosano che da anni registra i luoghi e la vita dell’isola, il mare che la circonda, gli abitanti, il tran tran quotidiano che scorre lento, a volte allegro, a volte triste.
Ecco: il film diventa un intriso -di presente e di memoria- permeato da un luogo circoscritto ma ricco di esistenza che diventa “sciatu”, respiro, anima e-se vogliamo- “psyché” (ψυχή).
Leandro Picarella e Linosa
Leandro Picarella è nato ad Agrigento e vive tra la località balneare agrigentina di San Leone e Roma. Ma tutte le estati va a Linosa e ci sta per un po’. La frequenta da circa vent’anni ed ha sempre avuto il desiderio di raccontare l’isola, magari con una storia semplice che fosse però metafora della vita.
Adesso l’ha fatto. “Sciatunostro” – dice Leandro Picarella – “è la storia di chi parte e di chi resta, di chi va incontro alla vita e di chi la celebra conservandone la memoria. È un film che affronta temi come il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, l’isolamento, l’esperienza del distacco, la nostalgia”.
Ma è anche un film del quale vorremo continuare a parlare, magari subito dopo la conclusione del Festival del Cinema e le premiazioni del concorso internazionale Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani.















