giovedì, 22 Gennaio 2026
Altro
    HomeFrancamenteFavara e la crisi idrica: “Non possiamo più essere il territorio sacrificato”

    Favara e la crisi idrica: “Non possiamo più essere il territorio sacrificato”

    -

    Riceviamo e pubblichiamo

    Mentre la provincia di Agrigento si trova nuovamente sull’orlo di un’emergenza idrica senza precedenti, si alzano forti e unanimi le voci di denuncia e di allarme dal territorio. La minaccia di una drastica riduzione dell’erogazione dell’acqua da parte di Siciliacque – fino al 75% in meno – rischia di mettere in ginocchio intere comunità, con Favara tra le più esposte. In questo contesto, il consigliere comunale Carmelo Sanfratello e il segretario provinciale di AVS – Sinistra Italiana, Pasquale Cucchiara, lanciano due appelli distinti ma convergenti: basta silenzi istituzionali, basta scaricabarile. Serve un intervento immediato, strutturale e condiviso per garantire il diritto all’acqua e restituire dignità a un territorio troppo spesso dimenticato. Di seguito, i loro comunicati integrali.

    Il Consigliere Comunale Sanfratello Carmelo
    Favara non deve rischiare di rimanere a secco di acqua!
    La provincia di Agrigento, e in particolare la città di Favara, hanno già pagato nella stagione un prezzo altissimo all’emergenza idrica. Turnazioni insostenibili, disagi quotidiani, interi quartieri lasciati senza un servizio essenziale: questa è la realtà che i nostri cittadini hanno vissuto nei mesi estivi.
    Oggi Siciliacque arriva a minacciare una riduzione dell’erogazione dell’acqua fino a 50 litri al secondo in tutta la provincia di Agrigento, con una riduzione del 75%, una misura che farebbe collassare Favara e l’intera provincia. È inaccettabile il silenzio della Regione di fronte a una crisi che rischia di esplodere come una vera bomba sociale.
    Favara non può più essere il territorio sacrificato per le inefficienze altrui. Non siamo più disposti a subire. La misura è colma. Inoltre stati tra i pochi comuni agrigentini ad adempiere alla quota Aica di circa 800 mila euro.
    La proposta concreta che avanzo è chiara: la Regione istituisca immediatamente un tavolo tecnico-politico permanente, con Siciliacque, Aica, Ati, sindaci e deputazione regionale e nazionale, finalizzato a definire un piano straordinario di rientro del debito, sostenuto da un fondo di garanzia regionale che consenta di evitare qualsiasi riduzione dell’erogazione idrica e che protegga, nell’immediato, i territori più fragili come Favara.
    Parallelamente, si avvii un controllo rigoroso sulle perdite di rete e sulla morosità reale, per individuare sprechi, irregolarità e responsabilità che da anni gravano su tutta la provincia.
    Lanciamo un appello alla deputazione locale, regionale e nazionale: è il momento di assumersi le proprie responsabilità. Chiediamo che tutti i rappresentanti del territorio, senza distinzione politica, sostengano un intervento urgente e non negoziabile.
    Favara non accetterà più di essere trattata come una comunità di serie B. Pretendiamo risposte, pretendiamo atti, e li pretendiamo adesso: l’acqua non è un favore, è un diritto”.

    Segue il comunicato a firma di Pasquale Cucchiara
    Segretario Provinciale – AVS / Sinistra Italiana Agrigento

    “Crisi idrica: Agrigento non può pagare le colpe di una Regione assente e di un sistema idrico malgovernato

    La comunicazione di Siciliacque, che annuncia una riduzione dell’erogazione idrica fino al 75% per la nostra provincia, rappresenta un atto gravissimo che rischia di mettere in ginocchio intere comunità. È l’ennesimo capitolo di una crisi strutturale che da anni denunciamo: un sistema idrico regionale costruito sulla frammentazione, sull’opacità e sulla sudditanza al privato, lasciato marcire da governi di centrodestra che si sono succeduti.
    È tempo di dirlo con chiarezza: il sistema di affidamento a Siciliacque – società a controllo regionale ma con caratteristiche operative da concessionaria privata – è un modello fallito. È un sovrambito nato per sottrarre potere agli enti locali e un pezzetto di sovranità ai cittadini. Oggi quel modello implode: tra contenziosi, ricatti istituzionali e minacce di interruzione del servizio, dissalatori energivori e inconsistenti appare evidente che la gestione mista pubblico-privata non garantisce né efficienza né equità.
    A questa situazione già gravissima si somma un ulteriore elemento di responsabilità politica e amministrativa che non può essere taciuto: diversi comuni agrigentini, guidati soprattutto dal centrodestra, non hanno ancora versato il prestito ad AICA, contribuendo così ad aggravare la crisi finanziaria della consortile e a indebolire l’intero sistema idrico provinciale.
    Chiediamo che venga convocato un tavolo urgente, con Prefettura, Regione, Siciliacque e AICA, che metta nero su bianco responsabilità, debiti reali e soluzioni praticabili, in modo che a pagarne le conseguenze non siano sempre e solo i cittadini: famiglie, lavoratori, agricoltori, attività produttive che rischiano di restare senz’acqua.
    Come AVS – Sinistra Italiana, continueremo a batterci per restituire dignità al territorio a partire proprio dall’acqua: pubblica, accessibile, tutelata.

     

     

    Articoli correlati

    Ultimi articoli