RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
L’assessore alle politiche sociali Vincenzo Cassaro e il capogruppo di AVS Pasquale Cucchiara registrano un nuovo fallimento della seduta del Consiglio comunale di Favara, compromessa da assenze diffuse tra i consiglieri e rivolgono appello alla responsabilità istituzionale.
Di seguito il comunicato integrale:
”È con profonda preoccupazione che registriamo l’ennesimo fallimento della seduta del Consiglio comunale.
Come segretario cittadino del circolo S. Bongiorno – dichiara l’assessore alle politiche sociale Vincenzo Cassaro – ritengo inaccettabile che l’organo istituzionale preposto a legiferare per la
nostra comunità venga bloccato da assenze di massa. Ci troviamo di fronte a sfide decisive: il bilancio consolidato 2024, la trasmissione alle commissioni di pertinenza del DUP e del bilancio
previsionale 2025-2027. Per tali motivazioni, chiediamo un gesto di responsabilità politica e istituzionale”.
“Personalmente – dichiara il capogruppo di AVS, Pasquale Cucchiara – non posso esimermi dal sottolineare come il Consiglio comunale abbia già prodotto importanti atti d’indirizzo e di proposta,
e come altri siano ormai prossimi ad arrivare all’attenzione dell’Aula. È praticamente pronta la modifica del regolamento per il castello con nuove modalità di accesso, fruizione e uso di cui sono primo firmatario e stiamo elaborando un regolamento per l’utilizzo delle palestre comunali annesse
agli istituti comprensivi del territorio: un atto che potrà favorire lo sport e i giovani, diritto di tanti cittadini.
Non ultimo, proprio nelle seduta di ieri, il consigliere Nobile ha presentato ben 5 mozioni urgenti su questioni varie che dimostrano come una parte del consiglio comunale abbia la volontà di discutere,
criticare, dibattere”.
Infine – dichiarano Cucchiara e Cassaro – in questa fase conclusiva della legislatura è necessario garantire il funzionamento del Consiglio comunale consentendo alla città di Favara di arrivare alla fine del mandato con atti concreti, utili e responsabili. I cittadini hanno il diritto di vedere un’assemblea che lavora, che discute e che decide: è il minimo che si deve a chi ci ha affidato un mandato che dobbiamo onorare fino all’ultimo giorno”.











