giovedì, 22 Gennaio 2026
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    Controcorrente di Ismaele la Vardera: fenomeno di movimento

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    Il movimento di Ismaele La Verdera sembra quasi un fenomeno che cresce ogni giorno di più.

    Cresce a vista d’occhio e viene percepito da tanti siciliani come l’alternativa allo sfascio clientelare e all’auto-referenzialità di quei politici che guardano solo alla propria rielezione.

    Il raduno regionale

    Il raduno regionale del movimento, avvenuto nei giorni scorsi, è sicuramente andato oltre le aspettative.

    A Gela, infatti, la platea del teatro Eschilo era stracolma: persone venute da ogni dove, a conferma che il fenomeno La Vardera non richiama soltanto nei social e sul web, ma anche di presenza, in luoghi fisici affollatissimi.

    “ControCorrente è nelle condizioni di determinare il futuro politico di questa terra” -può così agevolmente dire Ismaele La Vardera, fondatore e leader del movimento.

    Nel frattempo, Michele Sodano, già parlamentare nazionale del M5S, annuncia che “le dieci linee d’azione per cambiare la Sicilia verranno presentate ufficialmente il 14 febbraio 2026, in occasione del primo compleanno di ControCorrente”.

    E Miguel Donegani, già parlamentare regionale PD, oggi fondatore e leader del movimento PeRProgressisti e Rinnovatori, assicura che sarà “impegnato in entrambi i movimenti, con l’obiettivo di costruire un’alternativa credibile al governo Schifani”.

    Anche Giovanni Di Caro, ex parlamentare regionale del M5S, si ferma a riflettere: “alla riunione regionale del movimento ControCorrente, guidato da Ismaele La Vardera, non mi ha colpito soltanto la quantità delle persone presenti, ma soprattutto la qualità di chi c’era. Donne e uomini impegnati nell’associazionismo, liberi professionisti, insegnanti, medici, avvocati: persone che vivono del proprio lavoro e che hanno scelto come unico tornaconto il bene comune”.

    Donne e uomini del movimento

    Chi sono queste donne e questi uomini che hanno dato qualità -oltre che quantità- alla riunione regionale di Gela?

    Ci sono nomi noti, come Piera Aiello che è stata nominata vicepresidente regionale di Controcorrente (“Facciamo scruscio insieme: dopo trentacinque anni ritorno in Sicilia. Ho chiesto il trasferimento per lavoro” -ha detto l’ex deputata -testimone di giustizia alla manifestazione del teatro Eschilo di Gela) o come l’ex dem Carmelo Miceli, consigliere comunale di Palermo, oggi coordinatore regionale di “Progetto civico Italia“.

    E nomi meno noti, ma qualitativamente importanti, come Michele Segretario, fondatore di #Restanza, sostenitore del dover restare in Sicilia, per cambiarla, lui che è Doctor of Philosophy alla University of California di Berkeley (USA). Oppure come Giuseppe Falliti, medico e direttore della patologia clinica al Papardo di Messina che sarà candidato sindaco a Milazzo. Oppure come Giovanni Di Vita, altro medico, dell’UOC di cardiologia dell’ospedale di Sciacca, promotore ed esperto della tele-cardiologia. O come l’avvocata Giulia Ferro che è stata candidata alle ultime elezioni europee ed ha conquistato oltre 11 mila preferenze di cui 5.262 nella sola sua città (Mazara del Vallo). O come i consiglieri comunali Serafino Arena di Ispica e Bruno Mirabella di Scicli.

    Sono solo alcuni esempi di persone che muovono ControCorrente, insieme a Ismaele La Vardera, il quale può davvero dare energia e freschezza al campo largo del centrosinistra.

    Il contesto politico siciliano

    E ciò mentre il centro-destra siciliano è contrassegnato sia dalle notorie indagini della magistratura nei confronti di alcuni dei suoi esponenti sia dalle guerre fratricide che si consumano, a volte, apertamente o, più spesso, sottotraccia.

    Ma perché questo fratricidio nel centrodestra?

    Il fratricidio è più comune negli scenari di potere che vuole tendere all’infinito ed è legato a prebende  politiche.

    Ma probabilmente, il fratricidio in corso nel centrodestra (che nelle fasi di avvio alla conquista del potere appassiona molto i seguaci, i supporter e i tifosi) stavolta potrebbe (in questa fase di potere maturo e saldamente occupato) non portare consensi e voti, ma toglierli.

    Può darsi infatti che oggi il troppo sia diventato davvero fin troppo. E il movimento di Ismaele La Vardera –che ha già i connotati di un vero e proprio fenomeno in via di sviluppo- potrebbe spazzare via il potere politico dei partiti di governo.

     

     

     

     

     

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