Come ormai accade ogni anno, una nuova nascita al presepe vivente: è nato un agnellino nella notte
Nel silenzio ovattato della notte, mentre le luci del presepe brillavano fioche e tutto intorno era silenzio, un piccolo belato ha rotto l’aria fredda e immobile: é nato un agnellino. Un evento semplice, eppure carico di significato.
Come ormai accade ogni anno, proprio nei giorni in cui il presepe prende vita, anche la natura sembra voler partecipare al miracolo della Natività con una nuova nascita.
Non è la prima volta che accade. Anzi, ormai è diventata una sorta di tradizione non scritta: ogni anno, nel periodo in cui è allestito il presepe nel giardino del convento sant’Antonio di Padova, una nuova vita fa capolino.

Un agnellino, fragile e tremante, si è affacciato al mondo, quasi a voler ricordare che il Natale non è solo memoria, ma anche promessa di rinnovamento.
C’è qualcosa di simbolico in questa coincidenza, il presepe, con la sua rappresentazione della nascita di Gesù, è già di per sé un inno alla vita che si rinnova, alla speranza che nasce anche nei luoghi più umili. L’arrivo di un agnellino, proprio in quei giorni, sembra voler rafforzare quel messaggio: la vita continua, si rinnova, e lo fa con la semplicità e la tenerezza di un cucciolo che apre gli occhi per la prima volta.

E così, anche quest’anno, tra le luci, i canti e il profumo di fieno, il presepe si è arricchito di un nuovo protagonista. Un agnellino, simbolo di innocenza e purezza, che ci ricorda che ogni Natale è un nuovo inizio. E che la vera magia sta proprio lì: nella vita che, silenziosa e umile, continua a nascere.











