Favara riaccende la memoria: nel giorno dell’intitolazione del Teatro comunale allo straordinario scrittore favarese Antonio Russello, messa in scena dalle compagnie teatrali di Favara una delle sue opere
Favara ha vissuto un momento di intensa emozione e rinascita culturale con l’evento “Addrumamu San Francì”, che ha segnato ufficialmente l’intitolazione del Teatro Comunale al grande scrittore favarese Antonio Russello.
Sabato 27 dicembre, la città ha celebrato non solo un nome, ma un’eredità letteraria e umana che torna a risplendere nel cuore della comunità.
Un corteo di memoria e speranza
La manifestazione ha preso il via nel tardo pomeriggio con un corteo musicale animato dall’ “Associazione Musicale Giuseppe Lentini”, partito da Piazza Itria e snodatosi lungo via Beneficenza Mendola fino al Belvedere San Francesco.

Qui il passaggio di testimone al gruppo Fabaria Folk che ha regalato uno spettacolo coinvolgente, tra canti e danze della tradizione siciliana, con la partecipazione anche di giovanissimi artisti di appena 5 anni.

L’associazione musicale Giuseppe Lentini ed il gruppo Fabaria Folk hanno accompagnato la folla nell’anfiteatro e qui si sono esibiti nuovamente in musiche e balli della nostra tradizione

Ok Il teatro ritrova la sua luce

Il momento più atteso è giunto con l’ingresso all’Anfiteatro, dove l’accoglienza con panettone e spumante ha creato un’atmosfera di festa condivisa.
La scopertura della targa per mano del sindaco Antonio Palumbo e del presidente del Libero Consorzio, il sindaco fu Aragona Giuseppe Pendolino ha ufficializzato la nuova intitolazione del Teatro Comunale ad Antonio Russello, suggellando un atto simbolico e profondamente sentito.
Presenti le autorità civili, istituzionali e religiose: la viceprefetto Elisa Vaccaro, la presidente del Centro Studi Antonio Russello, Sara Chianetta, l’editore Medinova Antonio Liotta, l’arciprete don Nino Gulli, la presidente del consiglio Miriam Mignemi, l’assessore sport e spettacolo Angelo Airó Farulla e numerosi rappresentanti delle istituzioni locali.
In collegamento telefonico presente anche Alessandro, il figlio di Antonio Russello, emozionato e felice per il riconoscimento tributato al padre che ha tenuto Favara nel cuore ogni giorno della sua vita.
“Racconto dalla luna”: il teatro come omaggio
A coronare la serata, la messa in scena dell’atto unico “Racconto dalla luna”, scritto dallo stesso Russello. Un’opera intensa, portata in scena da un ensemble straordinario che ha visto unite la gran parte delle compagnie teatrali di Favara: Arcobaleno, Cioppy Group Event’s, Giò 90 S. Vito, Polvere di Stelle, Ragazzi di oggi, Teatro 101, Testikueti, Via col Vento.
Sul palco: Lilia Alba, Tonino Buttice’, Franco Cilona, Giuseppe “Cioppino” Crapanzano, Antonella Morreale, Giusy Moscato, Patrizia Russello e Piero Vita, coordinati da Giacomo Sorce. La performance degli attori e’ stata arricchita da musiche dal vivo a cura di Raffaella Vinciguerra e Myriam Russello.
Il significato dell’evento
L’evento ha rappresentato molto più di una cerimonia: è stato un atto di restituzione. San Francì, luogo simbolico della memoria collettiva favarese, ha ritrovato la sua vocazione di spazio culturale e sociale.
L’eredità di Antonio Russello
Antonio Russello, autore profondo e raffinato, è stato finalmente celebrato nella sua terra natale. La sua opera, troppo a lungo trascurata, torna oggi al centro del dibattito culturale grazie anche all’impegno del Centro Studi a lui dedicato e alla casa editrice Medinova, che ha avviato la pubblicazione integrale della sua produzione letteraria. La sua voce, che racconta la Sicilia con intensità e lucidità, torna a parlare alle nuove generazioni, come un’eredità viva e necessaria.
Una comunità unita dalla cultura
“Addrumamu San Francì” ha dimostrato quanto la cultura possa essere collante sociale e motore di rinascita. La partecipazione corale delle compagnie teatrali, delle associazioni, delle istituzioni e dei cittadini ha trasformato l’evento in una festa della memoria e dell’identità. Un successo che segna l’inizio di un nuovo capitolo per Favara, nel segno della luce, della bellezza e della parola.
Come ha sottolineato il sindaco Palumbo, l’evento ha rappresentato molto più di una cerimonia: è stato un atto di restituzione. San Francì, luogo simbolico della memoria collettiva favarese, ha ritrovato la sua vocazione di spazio culturale e sociale.“Questa è la Favara che vogliamo- ha evidenziato-: una città che non dimentica, che valorizza i suoi talenti e che crede nella cultura come strumento di riscatto e di futuro”.











