sabato, 14 Febbraio 2026
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    Presentazione del libro “Le rane. Una riscrittura anfibia” di Francesco Castronovo

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    La parola che risale dall’Ade: sabato 7 febbraio la presentazione di “Le Rane. Una riscrittura anfibia”di Francesco Castronovo

    Sabato 7 febbraio, alle ore 18.00, il Parigi Bistrot di Favara ospiterà la presentazione del libro Le Rane. Una “riscrittura anfibia” di Francesco Castronovo, un’opera che dialoga con la tradizione classica, con l’opera omonima di Aristofane, per restituire al presente la forza e la magia della parola.

    L’incontro, organizzato con la collaborazione del Centro Studi Russello, sarà arricchito dalle letture e dai commenti di Sara Chianetta, Giuseppe Cavaleri e Pasquale Cucchiara, che accompagneranno il pubblico alla scoperta di un testo capace di coniugare teatro, letteratura e riflessione contemporanea.

    Non si tratterà soltanto di una presentazione, ma di un momento di ascolto e condivisione, perfettamente in linea con lo spirito dell’opera, che pone al centro la parola detta, scritta e recitata.

    Il libro di Castronovo propone una suggestiva riscrittura ispirata a Le Rane di Aristofane. L’autore costruisce un viaggio tra Grecia e Magna Grecia, popolato da figure surreali: un servo di mezza età scaltro e segaligno, un dio disposto a scendere nell’oltretomba per riportare in vita il suo tragediografo preferito, un poeta verboso ed egocentrico, un eroe generoso e vorace, un ciuco amante del teatro e un anfibio dalle doti quasi divine. Tutti insieme intraprendono una ricerca che ruota attorno alla magia più grande: quella della parola.

    La narrazione si distingue per una scrittura che evolve con naturalezza: inizialmente più densa, poi sempre più limpida, musicale e scorrevole. Il lettore viene proiettato fin dalle prime pagine in scene ricche di immagini vivide e suggestive, spesso dal forte impatto visivo. Un’ironia raffinata, quella di Castronovo, che rende la lettura fresca e coinvolgente, senza rinunciare alla profondità dei temi trattati.

    Particolarmente significativa è la riflessione sul ruolo dello scrittore, descritto come un centauro e come un’ape: una figura che si nutre della realtà, la osserva con pazienza e la trasforma in parola. Una visione che restituisce alla scrittura il valore di un lavoro lento, consapevole e profondamente umano.

    Degna di nota la singolar tenzone tra Eschilo, Sofocle ed Euripide i tre grandi tragici greci del V secolo a.C., rappresentanti dell’apogeo del teatro ateniese. E che dire, poi, della rivalutazione di un… “elemento” sottovalutato dai più ed attenzionato solo dai filosofi?

    Le Rane. Una riscrittura anfibia riesce così a dare nuova vita ai grandi temi della tradizione classica, rendendoli attuali, freschi, leggeri, ma mai superficiali  senza mai scivolare nella rigidità o nella pedanteria. Il risultato è un’opera brillante, sagace e divertente, capace di emozionare e far riflettere.

    L’appuntamento di sabato si preannuncia quindi come un’occasione preziosa per incontrare l’autore, ascoltare la voce del testo e riscoprire la bellezza della letteratura come spazio di dialogo e condivisione.

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