Dalla “serrata” delle ditte di trasporto dell’acqua mediante autobotti sta emergendo una verità inconfutabile: il rifornimento idrico tramite autobotti ha un ruolo odiernamente imprescindibile nella città di Canicattì.
La probabile scintilla
Probabilmente, la scintilla è divampata quando i Carabinieri di Canicattì hanno sanzionato, per oltre 10mila euro, il conducente di un’autobotte che stava trasportando circa 5.000 litri di acqua destinata alla rivendita (clicca qui per leggere l’articolo del nostro quotidiano online).
Il conducente dell’autobotte era sprovvisto della prescritta Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), della documentazione attestante la salubrità e la tracciabilità dell’acqua trasportata e delle necessarie autorizzazioni all’accumulo e al trasporto, oltre che della patente di guida prescritta per il mezzo.
Ma, tralasciando questo caso -che è quasi sicuramente un caso limite- l’acqua rifornita con autobotti a Canicattì costituisce un quantitativo non indifferente.
La serrata degli autobottisti
Sono tanti i luoghi di dimora, di attività produttive, di abitazioni a servizio dell’imprenditoria agricola che sono rimaste senza acqua, a cagione del fermo degli autobottisti: un fermo che dura da tre giorni.
Gli autobottisti stanno dimostrando che, senza la loro attività di fornitura d’acqua (ed a fronte dei turni di distribuzione molto lunghi e della condotta idrica poco efficiente), la città è in ginocchio.
Ma perché non si trova una soluzione adeguata alla situazione?
La posizione dell’AICA
L’AICA sembra inflessibile. La presidente del Cda, Danila Nobile, ha detto: “No al sommerso, sì alla legalità”.
Il nostro giornale online ha parlato ieri della posizione della presidente Nobile (cliccare qui per leggere l’articolo)
La priorità -secondo la presidente Nobile– è “servire chi è in regola e chi è oggettivamente non allacciabile. Il servizio autobotti è garantito: agli utenti AICA regolarmente allacciati alla rete idrica; agli utenti non allacciabili per oggettiva impossibilità tecnica. Diversa è la situazione di chi sceglie di non allacciarsi alla rete, pur potendolo fare. L’allaccio al servizio idrico integrato è un obbligo di legge”.
La posizione del sindaco
Il sindaco Vincenzo Corbo vorrebbe che la situazione si risolva, senza lasciar -come si suole dire- morti o feriti sul campo.
“Mi sono attivato immediatamente per affrontare la problematica: per facilitare il lavoro degli operatori e ridurre i tempi di attesa, ho immediatamente promosso, tra le altre cose, la riattivazione dei punti di prelievo presso il pozzo ‘Faro’ ed i serbatoi ‘Madonna della Rocca’ Bastianella, ed ho reiterato la richiesta, che auspico sia accolta con urgenza, di aumentare la portata idrica destinata alla nostra Città”- dice il sindaco Corbo.
Gianluca Cilia in difesa delle attività economiche
Il consigliere comunale Gianluca Cilia, sempre attivissimo quando ci sono problemi ed occorrono soluzioni, dice che ci vuole il rispetto delle regole, ma aggiunge che” la legalità non può essere invocata solo nei confronti degli utenti, ignorando le gravi e strutturali responsabilità del gestore del servizio idrico”.
Intervenendo anche sul nostro giornale (cliccare qui per leggere), sottolinea che “in vaste zone del Comune l’erogazione dell’acqua avviene con turni che superano abbondantemente i 10 giorni, rendendo di fatto impossibile una normale conduzione della vita domestica e, soprattutto, delle attività di bar, ristoranti, panifici, esercizi commerciali, imprese agricole e artigiane, costrette a ricorrere alle autobotti non per scelta, ma per necessità”.
L’intervento del presidente del consiglio
Ed anche il presidente del consiglio comunale di Canicattì, Mimmo Licata, interviene sulla questione: “Ritengo fondamentale che il rispetto delle regole valga per tutti, anche per il gestore del servizio idrico”.
“Aica non scarichi sui cittadini le conseguenze dell’emergenza. Si attivi definitivamente a garantire un servizio dignitoso, continuo ed efficiente, nel rispetto dei diritti economici degli utenti i quali non possono, continuamente, loro malgrado, essere al centro di diatribe amministrative e gestionali e pagarne le spese” -aggiunge.
Come andrà a finire?
Il prefetto Salvatore Caccamo ha convocato per oggi un incontro col sindaco Vincenzo Corbo e con la presidente AICA Danila Nobile sul tema del trasporto acqua tramite autobotti.
Speriamo venga fuori qualcosa di buono che salvaguardi l’acqua a Canicattì, come voluto dal sindaco Corbo, la dignità del lavoro degli autobottisti e il rispetto delle regole invocato da AICA.
Non sarà facile, ma forse bisogna avere un po’ di flessibilità per risolvere la situazione di stallo.
L’aumento delle richieste di allaccio
Intanto, l’AICA comunica che negli ultimi tempi sono pervenute dai cittadini di Canicattì numerose richieste per la regolarizzazione delle utenze e per l’attivazione di nuovi allacci.
Così, in accordo col sindaco Vincenzo Corbo, l’AICA ha attivato nuovi sportelli presso il Comune per velocizzare le pratiche di nuovi allacci.
A partire da lunedì 9 febbraio gli sportelli AICA presso il Comune di Canicattì osserveranno i seguenti orari: Lunedì ore 08:45-13:00; -Martedì ore 08:45-13:00; -Mercoledì 08:45-13:00; -Giovedì 08:45-13:00 e 14:30-18:30; -Venerdì 08:45-13:00.











