In primavera si voterà per le elezioni comunali in ben 9 Comuni della provincia di Agrigento: 7 per scadenza naturale (Agrigento, Camastra, Cammarata, Casteltermini, Raffadali, Ribera) e 2 a seguito di mozione di sfiducia al sindaco (Sambuca di Sicilia e Villafranca Sicula).
Il triunvirato di commissari della DC (rappresentato da Salvatore Cascio, Fabio Meli e Carmelo Sgroi) interviene sulle prossime elezioni comunali, considerandole come “un banco di prova importante per il centrodestra regionale”.
E lancia un’accusa pesante: “Lo schema delle elezioni provinciali dell’anno scorso, in occasione delle quali pezzi della maggioranza del Governo Schifani hanno sostenuto, in accordo con la sinistra, candidati alternativi al centrodestra, non è stata una bella
pagina per la coalizione che governa la Sicilia e per gli elettori che si riconoscono in questo progetto politico. A Ribera, uno dei comuni al voto in primavera, questo schema sembrerebbe ripetersi“.
Sarà davvero così?
Cascio, Meli e Sgroi non hanno dubbi: “Esponenti e partiti del centrodestra, compresi autorevoli rappresentanti del governo regionale, camuffati sotto mentite spoglie in
liste civiche, si stanno ritrovando a sostegno di una candidatura espressione della sinistra che non ha nulla a che vedere con il centrodestra”.
A Ribera, si starebbe ripetendo lo stesso schema delle elezioni provinciali, dunque, secondo i commissari DC.
Alle elezioni provinciali, il presidente eletto del Libero Consorzio Comunale era stato sostenuto da liste civiche riconducibili rispettivamente a Forza Italia, MpA e PD-M5S. Il candidato presidente sconfitto era stato invece sostenuto da FdI, Lega e DC.
“Ci chiediamo come sia possibile, specie per un partito fortemente identitario a livello nazionale, imboccare la via del finto civismo rinunciando al simbolo e spaccare, così, l’unità della coalizione di centrodestra che governa in Sicilia” – dicono adesso i commissari regionali DC.
Ed auspicano: “I partiti del centrodestra si riconoscano in candidati espressione della coalizione, anziché assecondare – sotto mentite spoglie – ambizioni personali e progetti estemporanei poco rispettosi degli alleati di governo e, soprattutto, degli elettori“.











