Si fa fatica a credere che una quarantina di cittadini aspettano da 28 anni la sistemazione della Via Caltafaraci dove hanno la loro abitazione.
Paradossale ma vero.
In tutti questi anni hanno effettuato raccolte firme e formulato richieste di intervento alle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo.
Ecco in estrema sintesi i paletti di questa incredibile vicenda.
Il 5 giugno 1998, Esa certifica che la gestione della strada è di competenza del Comune di Agrigento.
Il 7 gennaio 2002 gli abitanti chiedono con una raccolta firme l’intervento dell’amministrazione comunale per una frana avvenuta nella Via.
Il 12 marzo 2012 con un’altra raccolta firme chiedono la manutenzione del collegamento.
Ripetono la richiesta il 25 marzo 2015.
“In tutti questi anni – a parlare è Giacomo Bruccoleri, uno dei residenti e il più agguerrito – abbiamo visto arrivare un’impresa per sistemare i danni della frana e, in un’altra occasione, alcuni tecnici comunali che hanno effettuato un sopralluogo. Tutto questo è quello che abbiamo ottenuto in 28 anni di vane attese e grande disagio.”

Adesso stanchi di attendere hanno formato un coordinamento allo scopo di raccogliere soldi tra i residenti per bonificare Via Caltafaraci.
“Vorrei – continua Giacomo Bruccoleri- fare pubblicamente, attraverso la stampa, alcune domande al sindaco di Agrigento. La prima domanda: signor sindaco del comune di Agrigento possono i cittadini che pagano Tari, Imu e tutte le tasse, farsi direttamente carico delle spese per la bonifica della pubblica strada? Possono i cittadini avviare e completare i lavori necessari a rendere sicuro il collegamento? Conosco benissimo le risposte, ma su questi quesiti mi piacerebbe ascoltare il parere del Sindaco”.
Bruccoleri ricorre a una sana provocazione per smuovere le acque stagnanti di Palazzo dei Giganti. 
Ovviamente nessun privato può mettere mano, senza aver ricevuto particolari autorizzazioni, su un bene pubblico. Ma Giacomo Bruccoleri vuole sentirselo dire dal sindaco di Agrigento che il privato non può fare nulla seppure dopo 28 anni di abbandono della strada, resa pericolosa dagli avvallamenti, dalle buche, dai solchi tracciati dalle acque piovane e, come se non bastasse dal triste fenomeno degli abbandoni dei rifiuti. 
Ad ogni modo il degrado più grave lo mostra abbondantemente la politica locale responsabile della situazione di Via Caltafaraci e di tante altre della Città dei Templi.












