Ripetutamente attraverso le pagine del giornale ci siamo chiesti e abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di Favara di sapere se le entrate coprono la spesa dell’Ente. Manco a dirlo, nessuna risposta. Proviamo noi a darci la scontata risposta.

Tre anni fa, a poche settimane dall’insediamento, l’amministrazione 5 stelle dichiarò il dissesto finanziario. Il Comune era nella impossibilità di affrontare la situazione debitoria. Con il dissesto arrivarono i commissari con il compito di sanare le finanze del passato fino alla data dell’insediamento della nuova giunta, quest’ultima doveva provvedere a equilibrare il bilancio nel presente e nel futuro.

Alla nostra specifica domanda, dicevamo, nessuno mai ha risposto. Ad ogni modo, viviamo a Favara che non è New York e riusciamo, il paese è piccolo e la gente mormora, a capire come vanno le cose. E’ stata fatta una timida lotta all’evasione e all’elusione fiscale, a chi ha pagato è stato chiesto di pagare di più, chi non ha mai pagato continua a non pagare. Per fare un esempio, il Comune non riesce a incassare neppure il 60 per cento sulla tassa dei rifiuti urbani. E il 60 per cento della Tari è un record se paragonato al pagamento dell’occupazione del suolo pubblico, che non paga quasi nessuno. Gli ambulanti delle altre città saputo che Favara è zona franca arrivano numerosi nel paese del bengodi. La Tari ha un sistema non aggiornato e inadeguato che fa impazzire i contribuenti e gli impiegati addetti, mentre non ci sono controlli sull’occupazione del suolo pubblico. Sull’occupazione del suolo pubblico si stima una perdita, per il solo mercato settimanale, di circa un milione di euro. Ed efficaci controlli non si registrano sulla viabilità, il Comune incassa poche miglia di euro all’anno per violazione delle norme stradali, al punto tale che uno che di Favara non è, leggendo i numeri, sarà portato a ipotizzare che è il paese più virtuoso d’Italia e forse d’Europa. Invece, è la città del posteggio selvaggio e della quasi totale inosservanza delle regole.

Va meglio sull’Imu seguito da un ufficio con programmi aggiornati, mentre, tornando un passo indietro, agli impiegati dell’ufficio Tari viene chiesto di essere super eroi senza validi strumenti e adeguata formazione. L’Imu prima casa non si paga, sulla Tari, si dice, sia pronto ad essere servito a breve un aumento di 500mila euro l’anno.

Difficile fare una valutazione sugli oneri di urbanizzazione.

Questa a grande linee dovrebbe essere la situazione, noi pronti a pubblicare qualsiasi tipo di smentita o di chiarimenti da parte dell’amministrazione comunale, comunque, utile a informare l’opinione pubblica che vuole e ha il diritto di sapere.

A fronte di questa possibile situazione valgono zero gli annunci di piccole iniziative dell’amministrazione, fumo negli occhi della gente che si aspettava la rivoluzione del M5s ed, invece, è finita a festa grande.

Lascia un commento

  • (non pubblicato)